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Di nuvole e di stelle.. in quello specchio sincero chiamato cielo


Bene! Buongiorno a tutti! Oggi ho deciso di scrivere qualcosa su questo blog! E' da troppi giorni che lo trascuro... non che ci siano orde di fans sull'orlo della disperazione per questa ragione... ma... ugualmente sento la ripresa in mano "della penna" come un'urgenza, e non solo personale...
A spronarmi in questo ritorno è stato il cielo: senza stelle da alcuni giorni..
Giornate di pioggia, di nuvole che interrompono la vista verso l'alto.. per quanto io ami il cattivo tempo (sono la fan numero uno della neve e anche la pioggia mi dà una certa soddisfazione!) di una cosa ho sentito la mancanza, quando il sole tramonta e cala la notte: le stelle!
Non si vedono proprio.. quando il cielo è coperto di nuvole è come se si abbassasse sulle persone, è come se premesse su di noi per farci capire qualcosa! Ognuno poi, avrà le sue cose da capire..
Mettiamola così: le nuvole portano le domande e le stelle le risposte! Ma non di rado si scambiano i ruoli!

Dunque, torniamo alle amate stelle, che dire! Le amo tanto.
Ogni volta che esco di casa ed è notte, mi viene naturale alzare lo sguardo al cielo: eccole! Eccole in tutto il loro splendore, immobili e dinamiche allo stesso tempo: accese, presenti, osservatrici, suggeritrici, specchio di una verità semplice...
Ho in testa mille pensieri e mille domande, cosa succede se alzo la testa al cielo? SPARISCONO! La mia mente si svuota, si alleggerisce, è come se in quell'attimo le stelle prendessero su di loro tutto il mio peso mentale e lo vaporizzassero... come a dire: non è nulla! Tutto ciò che ti preoccupa non è importante, cioè che è importante ed essenziale è stabile ed eterno e in noi lo puoi sentire!
Sono le farfalle di gioia che sentiamo nello stomaco, quando quelle farfalle sono vere e volano davvero, esse sono stelle che brillano nel cuore.

E in quel momento.. le stelle.. mi sembrano vicine, e vive più che mai: loro ci sono e non abbandonano mai nessuno, non possono farlo perchè loro sono nei nostri occhi. Loro sono noi, quel "noi" luminoso e divino che a stento in tutta la vita riusciamo a riconoscere.
In questi giorni, lo spettacolo del cielo stellato nascosto dal sipario di nuvole mi ha fatto venire voglia di condividere con voi queste magnifiche parole dell'astrologo Dane Rudhyar:

"La carta astrologica dovrebbe essere sentita come un simbolo vivo dell'intero universo visto da un luogo particolare, in un tempo particolare. E' la rappresentazione simbolica di una delle esperienze umane più basilari; l'esperienza del cielo, l'esperienza di infinito e di ordine. E' l'autografo del Creatore, la partitura musicale dell'Armonia universale che, al di sotto di tutte le tempeste, le paure e le tumultuose vittorie, è pace e grandezza".
("La pratica dell'astrologia come tecnica di comprensione umana")

L'astronomia non è l'astrologia, eppure il passaggio dalle stelle viste con l'occhio a quelle vissute col cuore è veramente breve... anzi, per i più attenti (e disponibili!), è impercettibile...
Un abbraccio
Miriam

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