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Visualizzazione dei post con l'etichetta racconti

Storie di passaggio, bolle di me

Mentre esco da un negozio, mentre salgo in auto, mentre apparecchio la tavola. Nei momenti della giornata in cui non sono concentrata sul lavoro, è come se si aprissero dei varchi in me, e lì, crescessero storie. Le ho chiamate "storie di passaggio", sono una specie di flash narrativi, di incipit di romanzi, di scene di un film. Non sono viaggi mentali su di me e la mia vita, ma veri e propri spezzoni di storie che hanno come protagonista quasi sempre una donna, o nel mezzo di un'azione o di una presa di coscienza. A volte immagino cosa dice o pensa lei, a volte mi ritrovo ad essere la voce fuori campo. Non so se è una cosa che capita a molti, forse è la mia mente che continua ad essere connessa con una parte della mia vita che a volte trascuro, cioè la scrittura creativa, la voglia di costruire storie che possano coinvolgere e anche un po' portare lontano dai limiti quotidiani, o dentro di sé, in un posto sicuro dove tutto è possibile. Ogni giorno io esercito scrittu...

Riviera romagnola, cronaca di una mattina d'agosto

 Arrivo in spiaggia presto e scopro mondi che ignoravo o che avevo relegato nell'inconscio. Non mi ero mai accorta che si consumano drammi h24: discussioni sui metri da lasciare tra le postazioni-tintarella, gente reduce dal turno di notte per occupare il proprio metro di spiaggia libera, uomini e donne che passeggiano con cani bellissimi e facce incazzatissime.  Tutto questo davanti al silenzio del mare baciato dal sole, che alle sette del mattino fa già sudare come una "bestia". E pochi metri più in là, tutti questi folclorici (e umanissimi) mondi si ritrovano al bar dello stabilimento più vicino. File per le brioche, con o senza mascherina (indossata in varie modalità secondo la moda estate 2020), qualche bambino che ancora con le "caccole" agli occhi reclama già il suo gelato (siamo in vacanza, ne ha diritto dai!!), caffè e cappucci, e bestemmie del barista al quale non torna il conteggio delle paste consegnate.  Ce n'è per tutti i gusti ed è bel...

Dalla mente al cuore. Il bambino magico e la visione della verità

[Continua da  Dalla mente al cuore. I due maghi e il mostro  ] Sesta e ultima parte Il mago lasciò la sua spada a Lei affinchè le fosse utile nella ricerca del bambino magico. Lei lo guardò preoccupata: "Non temere - le disse - questa non mi serve più, per arrampicarmi sul mostro di pietra mi servono le mani!". Si lanciarono un veloce sguardo di intesa e coraggio e sparirono nella nebbia in direzioni diverse. Il mago non dovette fare molta strada per arrivare alle "fondamenta" del mostro perchè ormai le sue enormi gambe occupavano tutta la piazza. Quando iniziò ad arrampicarsi, si accorse che non era affatto di pietra ma di una sostanza molliccia e puzzolente che non opponeva nessuna resistenza ai suoi piedi e alle sue mani.  ★˚ ˛☆ ˚ ★˚ ˛☆˚ ★˚ ˛☆ ˚ ★ •*˚ ☆˚˛˚ ★˚ ˛☆ ˚ ★ •* La cosa più difficile era mantenersi concentrato. Quello era uno di quei momenti in cui Lui non avrebbe voluto il suo potere: saper leggere la mente. Mentre saliva i pensieri malvagi e l...

Dalla mente al cuore. I due maghi e il mostro di pietra

[Continua da  Dalla mente al cuore. La discesa nelle tenebre  ] Quinta parte Lei entrò nei sogni delle due sorelle e rimase stupìta di trovarvi lo stesso sogno nello stesso momento. I due sogni, uguali, s'intersecavano così che non risultava nemmeno difficile saltare dall'uno all'altro. Il sogno era bello, luminoso, anche troppo... a stento la maga riusciva a vedere le immagini che il loro inconscio proiettavano: angeli soprattutto... altissime creature con ali immense e capelli dorati lunghissimi. Lei si aggrappò a queste chiome e iniziò a salire verso la cima, cioè il volto di questi esseri di luce. Si arrampicava con tutta la sua forza ma una volta arrivata sulle spalle, essi si lanciarono in volo con uno scatto improvviso che la fece precipitare giù... sempre più giù... fino ad uscire dal sogno. Si ritrovò stesa sul pavimento con Uto e Pia che la fissavano: "Il mago-maestro ci ha detto che entri nei sogni delle persone, sei entrata nel nostro vero? Hai vis...

Dalla mente al cuore. I maghi, il bosco e il vento

[Continua da  Dalla mente al cuore. La prova del mago-maestro  ] Terza parte La camera dei due maghi era molto romantica, era l'unica che aveva un'apertura verso l'esterno, una botola aperta verso il cielo offriva una vista spettacolare... ma i loro cuori erano agitati. “So che questa notte entrerai nei miei sogni per cercare di capire i miei sentimenti” disse Lui, “come fai a saperlo? Mi hai letto nella mente! Ci eravamo promessi che non avremmo mai più usato i nostri poteri l'uno verso l'altro!” rispose lei turbata. “lo so – ribattè lui - ma so anche che tu lo farai e non potrò impedirtelo. Ti chiedo solo una cosa: qualunque cosa tu vedrai nel mio sonno, e qualunque cosa accadrà o penserai stia accadendo, non dubitare mai del mio amore. Ogni ombra che ci apparirà sarà solo ciò che è, un'ombra”. Lei gli strinse la mano e gli sorrise. Poi il sonno arrivò per entrambi. Nel cuore della notte Lei si svegliò, lo guardò e lo fece: dopo tanti anni mise p...

Dalla mente al cuore: la prova del mago-maestro

[ Continua dal post Dalla mente al cuore: l'arrivo del bambino magico  ] Seconda parte Dopo aver salutato il bambino magico (lo chiamavano così perchè non sapevano il suo nome, i suoi genitori non lo avevano comunicato per difendere la privacy! Strane cose...), i due maghi avevano ricominciato a viaggiare, dopo secoli di vita sedentaria! Mentre camminavano sul sentiero che percorreva in quota le colline, si godevano con piacere tutto il vento che arrivava sulla loro faccia e sulla loro persona... se lo respiravano tutto e tenevano gli occhi quasi chiusi... come se ad indicar loro la strada fosse una voce nel vento.. e come tutte le voci, meglio udibile se si chiudono gli occhi. La loro anima era quieta ma il loro cuore batteva forte, sembrava pompare tutto il coraggio che sarebbe servito nella loro vita... che stava per essere sconvolta! In centinaia di anni di servizio magico per l'umanità, i due maghi ne avevano viste di tutti i colori e non di rado si erano trova...

Dalla mente al cuore: l'arrivo del bambino magico

Prima parte Erano in due e abitavano in una casa sul fiume, a pochi passi dal bosco, a molte curve dal paese. Guarivano le persone. Coloro che si recavano in quella casa volevano smettere di soffrire, sia nel fisico che nell'anima. Di solito era sufficiente concentrarsi sul secondo aspetto, il resto veniva di conseguenza. A dir la verità non è che curavano l'anima (che è già sana!), essi pulivano la mente e le persone iniziavano a risplendere e a portare la loro luce nel mondo. Che bella cosa, direte voi! Chissà quanta gente bussava alla loro porta! A dirla tutta non c'era quasi mai la fila. Non erano in tanti a sapere dell'esistenza di quella casa e chi lo sapeva, nella maggior parte dei casi, pensava che fossero degli imbroglioni. Ogni tanto qualcuno varcava quella soglia: era quasi sempre da solo e spesso in stato un po' confusionale! Sapevano che avevano qualcosa da correggere ma non sapevano bene cosa! "Volevano aprire gli occhi sulla vita" ...

La foglia che non voleva staccarsi dal ramo

Il vento fresco aveva iniziato a soffiare da fine agosto, e già parecchie di loro si erano lasciate cadere, finendo sul terreno calpestato dai bagnanti. Nel viale alberato a pochi passi dal mare, la foglia pensava alla sua fine imminente con paura: "non voglio staccarmi dal ramo - diceva a se stessa - non voglio staccarmi da te - diceva all'albero - con gli occhi gonfi di lacrime". L'albero pensava che in vita sua era la prima volta che una foglia gli aveva valuto così bene e la rincuorava come poteva: "Non hai nulla da temere, quando ti staccherai da me e ti lascerai cadere nel vuoto sarà bellissimo, sarà come volare". La foglia si sentiva sempre più stanca, mentre il suo colore, da verde, diventava giallo con infuocate sfumature rosse: "Sei sempre più bella - le diceva l'albero - guàrdati, sembri una candela accesa.. per questo ti devi staccare, altrimenti finirai per bruciarmi!" e tentavano, entrambi, di sorridere... Poi, arrivò quel...

Il sole non affoga

Quella volta il sole passò tutto il giorno a convincere la bambina che il tramonto sul mare non lo avrebbe spento. La bambina alla fine capì, guardò il sole immergersi in quella massa d'acqua senza piangere, ma continuò a preferire i tramonti in collina.

Il bambino che voleva unire la luna e il sole

Era stata una bella giornata di sole, e ora, stanco, se ne stava disteso a guardare il tramonto dalla finestra. Proprio nella parete del letto c'era un manufatto in terracotta: sole e luna uniti a formare un cerchio sorridente. Il bambino si alzò a sedere di scatto, fissando quell'oggetto che solo ora osservava con attenzione. Poi, un velo di tristezza scese sui suoi occhi: "ma loro non stanno mai insieme" pensò! "Sole e luna non s'incontrano mai! Quanto mi dispiace!" Quella notte non dormì per niente. Il suo cervello passava in rassegna tutti i modi con cui avrebbe potuto aiutare i due suoi amici a stare insieme. A dir la verità era anche curioso di sapere quale colore avrebbe avuto il cielo se i due astri, anche solo per un attimo, si fossero incontrati. La mattina seguente chiese ai suoi genitori se mai si fosse verificata tale unione: niente, nessuno, nemmeno i suoi amici, sapevano nulla. A dirla tutta, pareva che a nessuno interessasse: o c...

Il suonatore di liuto

Pensi a quando eri bambino e, sul banco di scuola, con la penna in bocca pensavi che quello che la maestra ti diceva non ti interessava. Oppure pensavi che non saresti mai stato bravo a farlo o a spiegarlo a qualcun'altro. Sbagliavi, hai fatto tutto quello che ti veniva richiesto. Ad un certo punto hai anche iniziato a crearti una strada tua, hai capito che certe cose le facevi meglio di chi te le insegnava. Così hai intrapreso un percorso e hai iniziato a superare i primi ostacoli. Un giorno sei arrivato in cima, non c'era nessuno più bravo di te a fare quello che facevi te. Nessuno, che tu conoscessi naturalmente. Poi, una bella domenica mattina, passeggi per strada con la tua famiglia e vedi un suonatore di liuto (non so perchè mi è venuto in mente questo strumento, da quale arcana memoria mi sovviene... vabbè) seduto in terra con davanti un cappello semi-vuoto. Dentro solo 5 centesimi, e lui con un sorriso da fare invidia. Ti siedi al tavolo del bar di fronte, e pensi ...

La donna senza cuore

Aveva sofferto molto nella sua vita, per questo aveva il cuore spezzato. Se ne andava in giro con il cuore tenuto insieme con lo scotch. Inizialmente era stato abbastanza facile per lei fare apparire il suo cuore integro, era diviso in due pezzi perciò bastava un po' di scotch messo bene... poi, dopo qualche mese i pezzi divennero tre, poi quattro... insomma... con gli anni il suo cuore era andato in mille frantumi... Era già un miracolo che riuscisse a tenerlo insieme, ma nascondere le cicatrici era diventato un'impresa impossibile..... Ogni sera, arrivata a casa, riponeva il cuore sul comodino e andava a dormire, ogni tanto nella notte si svegliava e vedeva il suo povero cuore spezzato giacere, solo, accanto a lei, ai piedi della bagiour... lo guardava e piangeva per lui: "povero cuore - pensava - come ti hanno ridotto, e pensare che una volta eri giovane, splendente e integro.. e tutti pensavano che fossi un bel cuore forte.. e invece s...

In viaggio. La vita oltre il muro

Un giorno decise di partire. Non aveva in mente una meta precisa, voleva solo andare il più lontano possibile dal luogo in cui viveva. Voleva mettere migliaia di chilometri tra sé e il proprio lavoro di cui era diventato schiavo, “non vivo più – raccontava a tutti – alla sera sono triste perchè so che il giorno dopo devo andare al lavoro, al lavoro mi dispero perchè ho la sensazione di stare buttando via la mia vita”. Tanta strada, voleva mettere, anche tra sé e gli amici che ormai sentiva come estranei. “Senza offesa” diceva, “ma non sto più bene con loro, facciamo le cose che abbiamo sempre fatto, ma non mi piace più andare al bar o al cinema e scherzare con loro, cioè mi piace ma non mi appaga”.  E poi, voleva mettere migliaia di chilometri tra sé e lei, la donna con cui condivideva la vita da molti anni. “Non so più se amo mia moglie – diceva – le voglio bene e insieme ne abbiamo passate tante ma manca qualcosa, sento che questa non è la felicità”. Così, un bel gi...