L'essere umano medio tendenzialmente ama crogiolarsi in stati d'animo passivi come l'apatia, la nostalgia, la lamentela, il senso di mancanza... Ammettiamolo a volte proprio ci piace starci dentro, vi facciamo accomodare la nostra pigrizia e arrendevolezza... e stiamo lì. Ma c'è un'emozione cupa in cui non riusciamo a sostare, che risulta estranea al nostro "dolore di comodo"... ed è la paura. Essa non ci offre un divano damascato su cui sdraiarci con la bolla al naso, anzi ci fa sobbalzare in preda al panico. Succede dunque che la nostra giornata di confortevole e ben delimitata sofferenza, diventa dolore reale. Non lo avevamo previsto. Avevamo pesato una dose di malessere sufficiente alla nostra pigrizia procrastinante, e messo in conto di abbracciare i cuscini e lacrimare un po', ascoltando magari qualche canzone triste. Ma il tremare dalla paura non era nel copione. Eppure lei ad un certo punto arriva, come naturale conseguenza del corollario ...
"Non smettere mai di cercare, di andare oltre, di creare orizzonti, dentro e fuori di te"