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Visualizzazione dei post con l'etichetta progresso

E se anche le casse automatiche avessero un cuore?

In riferimento al post precedente, oggi mi chiedo: sono relazioni in via di estinzione a causa della drastica diminuzione delle piccole attività? Può essere, con i commessi e i cassieri dei grandi centri già è più difficile, ma non impossibile. E come la mettiamo con le casse automatiche? bé, anche loro hanno un cuore! Scherzi a parte, non c'è nulla che può impedire alle persone di mettersi in relazione, se non le persone stesse. In qualsiasi contesto frutto della deriva imbarazzante del cosiddetto progresso, c'è una possibilità di rapporto. Per esempio alcuni giorni fa mi sono divertita con una ragazza che mi ha insegnato ad usare le casse automatiche, perché fino a quel giorno mi ero sempre rifiutata (da vera boomer qualcuno direbbe!). Ma era arrivato il momento di affrontare la realtà, ho guardato l'addetta con aria sia di sfida che di supplica, e abbiamo fatto il lavoro insieme. Da quel giorno, quelle poche volte che torno in quel posto - che non sono tante perché non v...

La fantasia della vita, la coscienza della scienza

Primavera. La fantasia della vita e la coscienza della scienza “Vi sono problemi che la conoscenza non risolve. Un giorno riusciremo a capire che la scienza è soltanto una sorta di variazione della fantasia, una sua specialità, con tutti i vantaggi e i pericoli che la specialità comporta”. (Il libro dell’Es, Georg Groddeck) Mi è venuta in mente questa frase mentre passeggiavo in campagna. E’ l’unico sport (se proprio vogliamo chiamarlo sport) che pratico: una bella camminata nel verde. In questi giorni il verde si è trasformato in arcobaleno, grazie agli alberi da frutto che si ricoprono di splendidi fiori. Ho pensato a quanta fantasia ha la natura, a quanta fantasia, nel senso di varietà di forme,colori, suoni, movimenti, esiste nel mondo. Ho pensato all’impossibilità di poterla compiutamente catalogare o indagarla. Per quanto la scienza abbia analizzato milioni di specie animali e vegetali (e umane!), per quanto essa abbia approfondito la conoscenza di tantissimi aspetti...

Attiriamo la nostra fine, verso una nuova alba

Mettiamo il caso che oggi ti alzi, fai colazione e poi inizi a curare le piante e i fiori del tuo giardino. La tv è spenta, il giornale oggi non l'hai comprato, il telefonino è rimasto in cucina e non puoi sentirlo. In questo caso è probabile che tu trascorrerai almeno un paio d'ore "tranquille", pensando solo (più o meno) a ciò che hai davanti, a ciò che tocchi. Una volta era così. Non c'erano tanti squilli di telefono o "bip" di messaggi ed e-mail che arrivavano a coloro che lavoravano nei campi, o ai commercianti del mercato, o agli artigiani... nessuna tecnologia "disturbava" il soldato in guerra o lo studioso nel suo studio... nessun avviso di notifica di facebook o cinguettio di twitter interrompeva il silenzio tra due innamorati o le urla di una discussione in famiglia. Molto meno di ciò che non riguardava il momento che si stava vivendo, entrava in quel momento , rispetto ad oggi. Questo non significa che le persone avessero la t...

E' finita l'era del missile

Sì, è finita l'era del missile, è finita anche l'era del microscopio direi. Abbiamo capito che nessun missile può accorciare le distanze tra noi e i luoghi dell'universo, inclusi i nostri misteri. Abbiamo capito l'esplorare ogni cosa fino alla sua ultima cellula, non mette al riparo l'uomo dalle sue paure. La più grande rimane la morte, "assaggiata" attraverso le sofferenze e le malattie. Tutto questo è rimasto, non importa quanta scienza l'uomo ha gettato sopra il suo mistero: esso è rimasto come nucleo incandescente di un vulcano che sta per eruttare. E' finita l'era del missile, l'era dell'attacco, della perforazione. Comincia l'era dell'accoglienza, dell'abbraccio. Abbiamo capito che l'unico modo per capire il nostro mistero è accettarlo, riceverlo come dono che non può essere rispedito al mittente. Il mittente sa che ci fa bene, il mittente è parte di noi, e lo è anche il dono che ci è stato fatto.