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Quel bambino sono io?

 Sono davvero io? Guardo questa foto e penso, sono io? Non riesco a riconoscermi! A voi capita mai?... capita mai di guardare foto di quando eravate piccolini e di stentare a riconoscervi? Non mi riferisco solo alla differenza fisica, inevitabile e auspicabile, ma al non trovare se stessi in quell'immagine, in quel volto, in quel corpicino! Non vedere se stessi in quegli occhi, anche se sappiamo sopra ogni dubbio, essere i nostri, essere gli stessi con cui guardiamo la foto in questo momento!
Noi siamo seduti con questa foto di noi in mano e non ci vediamo, e ci diciamo: questo sono io! E cerchiamo di convincerci, quasi di ricordarci! Ma è impossibile! Anzi, per essere ottimisti, diciamo molto difficile...

Una ragione c'è, e non risiede solo nel tempo, il punto è che la creatura che osserviamo nella foto non siamo noi! Cioè noi siamo qualcosa di molto diverso, di solo remotamente collegabile a quell'immagine! Fisicamente noi siamo lo "sviluppo" di quel bambino (o bambina, nel mio caso per esempio!) ma per il resto, in noi è rimasto ben poco di ciò che eravamo nei primi mesi o anni di vita. Eppure ci guardiamo in quella foto e ci piacciamo così tanto, abbiamo quasi nostalgia di noi anche se non ci ricordiamo di noi!! Mi pare un buon segno!! Significa che in noi c'è ancora quella scintilla di volontà per avvicinarci alla nostra essenza! Al nostro nucleo centrale di vita, che ancora pulsa!

Da bambini noi siamo veramente noi! Se stiamo male piangiamo, se siamo contenti ridiamo, se vogliamo una cosa allunghiamo il braccio, se siamo arrabbiati urliamo, se siamo felici saltiamo e sbattiamo le braccia e ridiamo ad alta voce... Pensate come sarebbe se lo facessero anche gli adulti? ... diciamo che tra queste manifestazioni così limpide delle emozioni e la totale repressione, ci sono mille sfumature ma, chi più e chi meno, siamo tutti quanti un po' "trattenuti"... a volte ce ne rendiamo anche conto, vorremmo lasciarci andare ma temiamo il giudizio altrui! Temiamo di essere additati come pazzi... Magari scriviamo tante cose belle su facebook sull'elogio della pazzia (perchè fa figo e va di moda), mentre in realtà non ci permettiamo nemmeno una risata ad alta voce o un saltello di gioia mentre riceviamo una bella notizia. E poi ci sono i contesti: salto di gioia al bar ma non in un negozio per esempio... oppure piango davanti alla telenovela ma non in ufficio, che non sta bene!... insomma un triste calvario di condizionamenti e regole inutili appesantisce la nostra vita... e ho fatto solo gli esempi più leggeri!! Sappiamo bene che ce ne sono molti di più e di più pesanti!!
Tutto quello che "ci capita" o ci viene "insegnato" dopo la nostra nascita va a costituire la nostra personalità!! Viva la personalità!! Certo è una cosa importante, almeno molti dicono così: ogni uomo è diverso dall'altro.. poi c'è chi ha più o meno personalità.. come si dice spesso: quell'uomo ha una gran personalità!!! Il problema è che a volte essa è la cosa più lontana che esiste dalla nostra essenza..
E poi ci chiediamo da dove vengono i problemi della vita?...

Lo so, le cose non sono semplici, e io non sono stata chiara né completa, non potrei nemmeno esserlo! Ma come sempre voglio condividere con voi quello che mi frulla in testa e mi piacerebbe anche sapere cose ne pensate!...

Nel frattempo, vi saluto con un assaggio di Gurdjieff, raccontato da Ouspensky in "Frammenti di un insegnamento sconosciuto":

"Il bambino non ha ancora personalità. Egli è ciò che è realmente. Egli è essenza. I suo desideri, i suoi gusti, ciò che gli piace, che non gli piace, esprimono il suo essere così com'è. Ma allorchè interviene ciò che si chiama 'educazione', la personalità comincia a crescere. La personalità si forma in parte sotto l'azione di influenze intenzionali, vale a dire dell'educazione, e in parte per l'imitazione involontaria degli adulti da parte del bambino. Nella formazione della personalità, hanno una parte importante anche la 'resistenza' del bambino all'ambiente e i suoi sforzi per dissimulare ciò che è 'suo', ciò che è 'reale'. L'essenza è la verità nell'uomo; la personalità è la menzogna. Ma, mano mano che la personalità cresce, l'essenza si manifesta sempre più raramente, sempre più debolmente; sovente l'essenza si arresta nella sua crescita ad un'età che non può più crescere. Accade spesso che lo sviluppo dell'essenza di un uomo adulto, anche di un uomo molto intelligente o, nel senso corrente della parola, molto colto, si sia fermata come sviluppo a livello di un bambino di 5 o 6 anni"

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