Passa ai contenuti principali

Riviera romagnola, cronaca di una mattina d'agosto



 Arrivo in spiaggia presto e scopro mondi che ignoravo o che avevo relegato nell'inconscio. Non mi ero mai accorta che si consumano drammi h24: discussioni sui metri da lasciare tra le postazioni-tintarella, gente reduce dal turno di notte per occupare il proprio metro di spiaggia libera, uomini e donne che passeggiano con cani bellissimi e facce incazzatissime.

 Tutto questo davanti al silenzio del mare baciato dal sole, che alle sette del mattino fa già sudare come una "bestia". E pochi metri più in là, tutti questi folclorici (e umanissimi) mondi si ritrovano al bar dello stabilimento più vicino. File per le brioche, con o senza mascherina (indossata in varie modalità secondo la moda estate 2020), qualche bambino che ancora con le "caccole" agli occhi reclama già il suo gelato (siamo in vacanza, ne ha diritto dai!!), caffè e cappucci, e bestemmie del barista al quale non torna il conteggio delle paste consegnate.

 Ce n'è per tutti i gusti ed è bellissimo così, tra una frase in dialetto romagnolo, qualche abbozzo di inglese "fai da te" con i pochi stranieri in circolazione, le auto che arrivano e l'odore di crema solare che si diffonde nell'aria (spesso con esalazioni eccessive, ma agosto è anche eccesso no?).

 Tra sorrisi e qualche pensiero per il futuro (che ne sarà di noi, poveri di noi, finite le ferie?), inizia la giornata di mare sulla riviera romagnola. "In qualche modo ce la faremo" pensiamo mentre ci sdraiamo al sole pensando già al menù del pranzo: lasagne o passatelli in brodo? (sì, anche d'estate, le tradizioni sono oltre le stagioni!)

Commenti

Post popolari in questo blog

Storia di una pecora bianca che voleva rimanere bianca

Questa è la storia di una pecora coraggiosa. Cosa ha fatto di così eroico questa pecora per essere definita coraggiosa? Ha per caso saltato un burrone a piedi pari? Ha combattuto contro un branco di lupi uscendone vincitrice? Ha salvato un intero gregge da terribili macellatori? No, niente di tutto questo, la pecora di cui vi parlo, ha semplicemente deciso di rimanere bianca, mentre tutto il mondo diventava nero. Insomma, c'era una volta una pecora bianca e, in quanto bianca, non aveva vita facile. Erano passati i tempi in cui si diceva “quello è la pecora nera della famiglia”, arrivato il XXI secolo la parola d'ordine era “Esci dal gregge, vai contro corrente, non fare quello che ti hanno sempre detto di fare!”. Ottimi consigli certo, un po' di sana trasgressione fa sempre bene, così come vanno sempre accettate di buon grado gli inviti a ragionar con la propria testa, ma in quel periodo tutto questo era stato preso alla lettera. Fino al punto che un giorno una...

La neve a Natale, storia di un desiderio

A grande richiesta del mio gatto Pilù e dei suoi amici di quartiere (che in realtà sono a lui sottomessi in quanto li caccia dai loro giardini O__O) ecco il foglio di Natale 2! Altro mio semplice pensiero tirato a lucido in questa modalità praticamente illeggibile e assolutamente ignorata dall'algoritmo! E CI PIACE COSI'! Olè IL FOGLIO DI NATALE 2  LA BANALITA’ DELLA NEVE A NATALE, CHE TUTTI CE L’HANNO IN TESTA E INVECE NON C’E’ MAI. Colpa della tv, dei film che ho visto fin da bambina, che a Natale, in quelle storie ambientate a New York c’è sempre la neve. Colpa delle fiabe, dove a Natale nevica sempre, tristi o allegre storie che siano. Colpa della mia testa (ma dai!?) che ha sempre pensato al Natale con la neve e che ogni anno ci spera. Assomiglia un po’ alla storia del principe azzurro che prima o poi arriva e invece no, né principi né uomini azzurri, che poi sarebbero dei puffi inquietanti a ben pensarci (ma questa è un’altra storia). Ci sono anni in cui la neve la fa, co...

Che posto abbiamo noi?

“Che posto abbiamo noi, esseri umani che percepiscono, decidono, ridono e piangono, in questo grande affresco del mondo che offre la fisica contemporanea? Se il mondo è un pullulare di effimeri quanti di spazio e di materia, un immenso gioco a incastri di spazio e particelle elementari, noi cosa siamo? Siamo fatti anche noi solo di quanti e particelle? Ma allora da dove viene quella sensazione di esistere singolarmente e in prima persona che prova ciascuno di noi? Allora cosa sono i nostri valori, i nostri sogni, le nostre emozioni, il nostro stesso sapere? Cosa siamo noi, in questo mondo sterminato e rutilante?” (Carlo Rovelli, "Sette brevi lezioni di fisica"). Non importa con quali parole t'interroghi, come tenti di costruire il racconto di ciò che non si può vedere, che si muove e si trasforma di continuo, che ci ingloba e ci supera. E' tutto un grande mistero in cui, più scopri qualcosa, più ti rendi conto che non sarà mai abbastanza nell'infinito in cui  siam...