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Non è normale perdere più tempo a giudicare che a vivere



 La normalità è quella cosa che ci creiamo noi, è quel posto in cui ci sentiamo normali, a posto. Normalità in senso assoluto non esiste, anche se abbonda sulla bocca di tanti. Ma ha in sé qualcosa di vero, di rassicurante, di necessario. Il punto è che è sempre diversa ed è giusto che sia così: non dobbiamo essere normali per gli altri o sforzarci di rispondere all'immagine di normalità che la società si aspetta (o parte di essa!) perchè alla fine è come voler diventare simili ad un fantasma, perchè la Normalità con la N maiuscola non esiste (mentre i fantasmi forse sì!).

 La normalità è con la "n" minuscola, perchè è qualcosa di semplice e piccolo, di nostro, è testimonianza di libertà, di vita... tutte cose che si scrivono con la lettera minuscola perchè non sono nomi "propri" di qualcuno o qualcosa, sono nomi comuni, sono diritto di tutti e per tutti diversi. Non voglio fare un inno alla "anormalità" perchè la normalità va bene! E' normalità amare le persone che abbiamo vicino, è normalità farlo andando oltre i perchè, anche quando non li capiamo.

E' normale stare accanto al padre, alla madre o al fratello (o amica o...) che ha bisogno di noi, e non importa se non è puro e innocente come la neve di Natale (che tra l'altro a Natale non arriva mai) o se pensiamo che sbagli di continuo. Non importa se è "strano", se ci imbarazza: non è normale respingerlo o forzarlo ad essere diverso da ciò che è, è invece normale supportarlo e gustarci la sua presenza, la potenza di ciò che nasce dalle relazioni autentiche, non incanalate dentro sponde costruite da altri.
 Quante volte di fronte ad una persona che ci racconta un suo problema noi prima pensiamo se si merita il nostro aiuto o ascolto? Quante volte abbiamo deciso di stargli vicino in proporzione a quanto approviamo le sue scelte? Perchè lo facciamo? Perchè confondiamo l'amore con l'approvazione? Il disordine, il caos, il "non senso", l'imprevedibilità, l'inaspettato, il distante, il differente, lo scomodo, l'inopportuno, fanno parte di una normalità che accade continuamente. Ecco in questo senso sì, lo confesso, vorrei fossimo tutti più normali.

 P.S. Questa riflessione mi è venuta di getto dopo aver rivisto il film di cui condivido un'immagine. Questo post non è un tentativo di banalizzare la problematica che il film propone ma piuttosto un inno alla ricchezza umana che fa emergere. Mi ha fatto riflettere a quanto tempo si perde dietro ai giudizi sui problemi senza pensare (a volte) che stiamo già vivendo la soluzione. [Il film è "Teneramente folle" (Infinitely Polar Bear), del 2014 diretto da Maya Forbes]

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