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Il suonatore di liuto

Pensi a quando eri bambino e, sul banco di scuola, con la penna in bocca pensavi che quello che la maestra ti diceva non ti interessava. Oppure pensavi che non saresti mai stato bravo a farlo o a spiegarlo a qualcun'altro.
Sbagliavi, hai fatto tutto quello che ti veniva richiesto. Ad un certo punto hai anche iniziato a crearti una strada tua, hai capito che certe cose le facevi meglio di chi te le insegnava. Così hai intrapreso un percorso e hai iniziato a superare i primi ostacoli.
Un giorno sei arrivato in cima, non c'era nessuno più bravo di te a fare quello che facevi te. Nessuno, che tu conoscessi naturalmente.

Poi, una bella domenica mattina, passeggi per strada con la tua famiglia e vedi un suonatore di liuto (non so perchè mi è venuto in mente questo strumento, da quale arcana memoria mi sovviene... vabbè) seduto in terra con davanti un cappello semi-vuoto. Dentro solo 5 centesimi, e lui con un sorriso da fare invidia. Ti siedi al tavolo del bar di fronte, e pensi che quel sorriso sia finto oppure che l'uomo ogni tanto tolga i soldi per far credere che nessuno gli abbia dato nulla e quindi stimolare i passanti a donare qualche spicciolo. Insomma, nessuno sopporterebbe la vista di un suonatore di liuto ricco!
Non è possibile che uno che passa le giornate seduto a non far niente, SOLO a suonare in una via del centro, possa essere ricco!

Sei rimasto in quel bar un'ora e non lo hai mai visto vuotare il cappello, e non hai visto nessuno dargli dei soldi. Non sai se sentirti bene per il fatto che quell'uomo sia sincero o male perchè è veramente povero, oppure bene perchè tu - che hai studiato e sgobbato in mezzo agli squali del business per anni - sei ricco, o male perchè quel sorriso che ha è veramente bello, o bene perchè è bello vedere una persona che non ha quasi nulla sorridere.
Mentre ti fai tutte queste paranoie, e il sorriso del liutaio non si spegne, tua moglie ti guarda con l'aria pacifica e ti dice: "ti ringrazio di avermi portato qui, c'è una bellissima atmosfera con questa musica". Tu ti alzi, vai alla cassa del bar: "10 euro per due caffè e un gelato", mentre il barista ti spiega che il prezzo è così perchè sei nella piazza più storica e artistica dell'Universo, tu sei già uscito e hai ancora in mano il portafogli. Lo cerchi con lo sguardo ma lui non c'è più, se n'è andato via con il suo liuto e i 5 centesimi, ricco.

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