Passa ai contenuti principali

I tarocchi. Il mio compleanno con Il Diavolo.

Nel giorno del mio compleanno avevo in tasca la carta "LE DIABLE"... Devo ammettere che la prima reazione è stata quella di rimetterla nel mazzo da cui l'avevo pescata... "No, ho pensato, nel giorno del mio compleanno devo girare con in tasca la carta del diavolo??"... Poi, dopo un istante mi sono detta .."E io sto ancora a credere a questi luoghi comuni? A queste 'dicerie' che il diavolo è  brutto e cattivo e non ha nulla da insegnare? Naaaaaaaaa" E così alè, è iniziata la mia giornata con il diavolo in borsetta! (non avevo tasche il 10 dicembre!)
Che dire.. è stato il compleanno più bello che io ricordi, non avevo intenzione di festeggiarlo, come sempre da ché ricordo di essere diventata grande! E invece l'ho festeggiato, grazie ad alcuni amici e a mia sorella che mi hanno organizzato una festa a sorpresa! E' proprio vero che quando non ti aspetti niente ti arriva tutto, e anche di più. E' stata un bella e semplice lezione pratica di questo concetto universalmente riconosciuto ma quasi mai vissuto!

Alejandro Jodorowsky nel suo libro "La via dei Tarocchi" parla a lungo di questa carta, ricca oltre misura di simboli e aperta ad un ventaglio di interpretazioni... Un Diavolo che tutto vede e tutto vuol dire, che ti tira verso il fondo sì.. ma che ti fa apprezzare così la spinta verso l'alto... la parte scura che fa risaltare la luce... l'attaccamento a ciò che svanisce che ti spinge alla ricerca di ciò che rimane..
Tutto espresso in modo poeticamente magico, tipico di Jodorowsky, tutto cuore anche quando parla del Diavolo. Naturalmente non riporto tutte le pagine dedicate a questa carta, ma solo la parte finale, più diretta e suggestiva:
SE IL DIAVOLO PARLASSE
“Sono Lucifero, colui che porta la torcia. Il regalo eccelso che faccio all'umanità è l'assoluta mancanza di morale. Nulla mi può limitare. Ho trasgredito tutte le leggi: brucio le costituzioni e i libri sacri. Nessuna religione può CONTENERMI. Distruggo qualsiasi teoria, faccio ESPLODERE tutti i dogmi. Nel fondo del fondo del fondo nessuno abita più in fondo di me. Sono l'origine di tutti gli abissi. Sono colui che da vita alle oscure grotte, colui che conosce il CENTRO intorno al quale ruotano tutte le densità. Sono la VISCOSITA' di tutto ciò che tenta invano di essere formale. La suprema forza del magma. Il fetore che denuncia l'IPOCRISIA dei PROFUMI. La carogna madre di ogni fiore. Il corruttore degli spiriti vanitosi che si rivoltano nella perfezione. Sono la coscienza assassina dell'effimero perenne. Io, rinchiuso nei sotterranei del mondo, sono colui che fa tremare la stupida cattedrale della fede. Io sono colui che in ginocchio morde a sangue i piedi dei crocifissi. Colui che presenta al mondo, senza pudore, le piaghe aperte come vagine affamate. Io violento l'uovo imputridito della santità. Affondo l'erezione del mio pensiero nel sogno morboso dei gerofanti, per sputare addosso ai loro simulacri lo sperma gelido del mio disprezzo.
Con me non c'è PACE. Nessun focolare sicuro. Nè vangeli stucchevoli. Nè madonnine di zucchero per le umide lingue di suore apatiche. Defeco regalmente sopra i passeri lebbrosi della morale. Non mi vieto di immaginare un profeta carponi montato da un asino in calore. Sono il cantore estasiato dall'incesto, sono il campione di tutte le depravazioni e squarcio con diletto, con l'unghia del mignolo, le viscere di un innocente per intingervi il mio pane.
EPPURE, dal profondo della caverna umana, accendo la torcia che sa riorganizzare le tenebre. Giungo ai piedi del creatore per offrirgli il potere della TRASFORMAZIONE. Sì: di fronte alla divina impermanenza combatto per conservare l'istinto, per congelarlo in una scultura fluorescente. Lo illumino con la mia coscienza e lo trattengo, fino a farlo esplodere in una nuova opera divina, l'universo infinito, labirinto incommensurabile che mi scivola tra le grinfie, preda che mi sfugge dalle fauci, tracce che svaniscono come un profumo impalpabile.
E rimango lì, tentando di unire tutti i secondi gli uni con gli altri, di frenare il trascorrere del tempo. E' questo l'INFERNO: l'AMORE totale per l'opera divina che si dissolve. E' LUI l'artista: invisibile, impensabile, impalpabile, intoccabile. Io sono l'ALTRO artista: fisso, invariabile, oscuro, opaco, denso. Torcia che arde eternamente di fuoco immobile. Io sono colui che vuole inghiottire questa eternità, questa gloria imponderabile, conficcandomela al centro del ventre per partorirla come una palude che si squarcia per eiettare il gambo in cima al quale sboccerà il LOTO dove risplende il DIAMANTE. Così, lacerando le mie viscere, voglio essere la Madonna suprema che partorisce Dio e lo immobilizza sulla croce per farlo restare in eterno qui, con me, sempre, senza mutamenti, permanente permanenza”.

Commenti

Posta un commento

grazie per il commento!

Post popolari in questo blog

Storia di una pecora bianca che voleva rimanere bianca

Questa è la storia di una pecora coraggiosa. Cosa ha fatto di così eroico questa pecora per essere definita coraggiosa? Ha per caso saltato un burrone a piedi pari? Ha combattuto contro un branco di lupi uscendone vincitrice? Ha salvato un intero gregge da terribili macellatori? No, niente di tutto questo, la pecora di cui vi parlo, ha semplicemente deciso di rimanere bianca, mentre tutto il mondo diventava nero. Insomma, c'era una volta una pecora bianca e, in quanto bianca, non aveva vita facile. Erano passati i tempi in cui si diceva “quello è la pecora nera della famiglia”, arrivato il XXI secolo la parola d'ordine era “Esci dal gregge, vai contro corrente, non fare quello che ti hanno sempre detto di fare!”. Ottimi consigli certo, un po' di sana trasgressione fa sempre bene, così come vanno sempre accettate di buon grado gli inviti a ragionar con la propria testa, ma in quel periodo tutto questo era stato preso alla lettera. Fino al punto che un giorno una...

Che posto abbiamo noi?

“Che posto abbiamo noi, esseri umani che percepiscono, decidono, ridono e piangono, in questo grande affresco del mondo che offre la fisica contemporanea? Se il mondo è un pullulare di effimeri quanti di spazio e di materia, un immenso gioco a incastri di spazio e particelle elementari, noi cosa siamo? Siamo fatti anche noi solo di quanti e particelle? Ma allora da dove viene quella sensazione di esistere singolarmente e in prima persona che prova ciascuno di noi? Allora cosa sono i nostri valori, i nostri sogni, le nostre emozioni, il nostro stesso sapere? Cosa siamo noi, in questo mondo sterminato e rutilante?” (Carlo Rovelli, "Sette brevi lezioni di fisica"). Non importa con quali parole t'interroghi, come tenti di costruire il racconto di ciò che non si può vedere, che si muove e si trasforma di continuo, che ci ingloba e ci supera. E' tutto un grande mistero in cui, più scopri qualcosa, più ti rendi conto che non sarà mai abbastanza nell'infinito in cui  siam...

La neve a Natale, storia di un desiderio

A grande richiesta del mio gatto Pilù e dei suoi amici di quartiere (che in realtà sono a lui sottomessi in quanto li caccia dai loro giardini O__O) ecco il foglio di Natale 2! Altro mio semplice pensiero tirato a lucido in questa modalità praticamente illeggibile e assolutamente ignorata dall'algoritmo! E CI PIACE COSI'! Olè IL FOGLIO DI NATALE 2  LA BANALITA’ DELLA NEVE A NATALE, CHE TUTTI CE L’HANNO IN TESTA E INVECE NON C’E’ MAI. Colpa della tv, dei film che ho visto fin da bambina, che a Natale, in quelle storie ambientate a New York c’è sempre la neve. Colpa delle fiabe, dove a Natale nevica sempre, tristi o allegre storie che siano. Colpa della mia testa (ma dai!?) che ha sempre pensato al Natale con la neve e che ogni anno ci spera. Assomiglia un po’ alla storia del principe azzurro che prima o poi arriva e invece no, né principi né uomini azzurri, che poi sarebbero dei puffi inquietanti a ben pensarci (ma questa è un’altra storia). Ci sono anni in cui la neve la fa, co...