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Dalla mente al cuore. I maghi, il bosco e il vento


La camera dei due maghi era molto romantica, era l'unica che aveva un'apertura verso l'esterno, una botola aperta verso il cielo offriva una vista spettacolare... ma i loro cuori erano agitati.
“So che questa notte entrerai nei miei sogni per cercare di capire i miei sentimenti” disse Lui, “come fai a saperlo? Mi hai letto nella mente! Ci eravamo promessi che non avremmo mai più usato i nostri poteri l'uno verso l'altro!” rispose lei turbata. “lo so – ribattè lui - ma so anche che tu lo farai e non potrò impedirtelo. Ti chiedo solo una cosa: qualunque cosa tu vedrai nel mio sonno, e qualunque cosa accadrà o penserai stia accadendo, non dubitare mai del mio amore. Ogni ombra che ci apparirà sarà solo ciò che è, un'ombra”. Lei gli strinse la mano e gli sorrise. Poi il sonno arrivò per entrambi. Nel cuore della notte Lei si svegliò, lo guardò e lo fece: dopo tanti anni mise piede nei sogni di Lui.

Il mattino arrivò molto velocemente. Il maestro-mago era ansioso di mettere alla prova i suoi allievi: “E' da tanto tempo che non faccio bere la mia pozione a qualcuno. Qualche secolo fa ne preparai tanti litri, convinto ottimisticamente che gli uomini avrebbero fatto la fila per spegnere almeno per un po' la mente e ascoltare il cuore ma non è accaduto! Ah gli umani! Valli a capire!”. Mentre brontolava porse i due calici ai suoi giovani ospiti che bevvero il giallo liquido senza esitare: “tra qualche istante vi ritroverete nel mezzo di un bosco molto fitto, l'uno distante dall'altra. I vostri poteri non funzioneranno, le vostre menti non vi aiuteranno e non potrete udire le vostre voci, solo il cuore – se tutto va come Dio vuole! - potrà farvi rincontrare, ma dovrà accadere entro oggi, poi la vostra mente tornerà a dominarvi come sempre. E questo sia!”. 
E così fu, subito! Lui si ritrovò all'istante steso su una roccia all'ombra di un grande pino, e Lei sdraiata su un cespuglio di bianco spino...
“Ahi! - esclamò dolorante, alzandosi dalle spine su cui era precipitata – il maestro mago ce l'ha con le donne!” esclamò. I due iniziarono a vagare per il bosco, distanti tra loro chissà quanto, nessuno poteva saperlo. Anzi uno sì: il maestro mago se ne stava nella sua casa-tana divertito a scrutare i movimenti dei due maghi dal suo magico laghetto sotterraneo, un vero e proprio specchio del mondo... per chi lo sapeva leggere. “forza amici miei – pensava – non fatemi pentire di nutrire ancora una lieve e nascosta fiducia nel futuro... ritrovatevi e andate nel mondo!”.
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Dopo alcune ore, Lei decise di smettere di cercare Lui e di fermarsi. Rimase in piedi sul sentiero, in ascolto. La voce del vento che li aveva guidati fino al mago maestro era ancora presente: “continuerò a seguirla – pensò – non posso usare la mente ma le mie orecchie funzionano benissimo! Il mio cuore mi dice che non devo fare grandi cose ma avere una grande fede nelle piccole. Farò la cosa più semplice che posso: seguirò la voce del vento”. Nello stesso momento Lui cercava riparo dal vento che, lungo la sua strada, si era fatto sempre più forte: foglie e rami volavano ovunque, tanto che non riusciva a vedere più nulla. Trovò riparo sotto il portico di una vecchia casa di legno. In mezzo all'intenso rumore del bosco agitato dal vento, Lui cercò di sentire Lei, ma non percepiva nessun segnale preciso.

Lei arrivò alla fine del bosco e davanti a sé aveva una città. Era da tanto tempo che non vedeva una città e la sensazione che ne ebbe non fu divertente. Forse era l'effetto della pozione del maestro mago, o forse no, ma quel che era certo è che sentì subito il cuore gonfio di tristezza e desolazione. La voce del vento spirava verso quella distesa grigia di case e strade, e Lei non sapeva più cosa fare: “dov'era Lui?” pensava. Di fronte alla sua indecisione, il vento aumentava sempre di più. Lei decise di aspettare: infondo il giorno non era ancora finito. Si accasciò sul terreno mentre i capelli volavano verso l'alto, come a volerla staccare dall'erba che lei stringeva con tutte le sue forze...
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Nel frattempo: “Cosa fai nel mio portico? Vattene subito!” urlò un'anziana signora armata di fucile! Lui si destò di scatto e iniziò a scappare a gambe levate, addentrandosi nel bosco. Correva velocemente, mentre gli alberi si piegavano sopra di lui sotto la furia dl vento. Correva e piangeva perchè ormai era sera e non aveva la minima idea di dove potesse essere Lei. Allora decise di fare ciò che in cuor suo sentiva giusto: “siamo partiti per andare nel mondo, ebbene sono sicuro che il nostro cuore non può volere cose diverse”. Iniziò a correre sempre più veloce verso la fine del bosco e quando si lasciò gli ultimi alberi dietro le spalle, Lei lo vide arrivare come un fulmine. “Quanta decisione!” pensò, “deve avermi sentito forte e chiaro”. Lui la vide un attimo dopo, mentre si stava rialzando da terra per andargli incontro: “Mi stava aspettando! Mi sentiva chiaramente!”. I due si abbracciarono: “mi hai sentito!” si dissero a vicenda, “niente affatto”, si risposero a vicenda. Ci fu un attimo di silenzio e poi si abbracciarono ancora: il caso non esiste, lo avevano sempre saputo...

Buon viaggio!
Miriam

Quarta parte del racconto Dalla mente al cuore. La discesa nelle tenebre
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Commenti

  1. Il Maestro è un po' antipatico, no?!
    Tifo per "Lui" ( è si, sono di parte ) togliere i poteri è come lasciare nudo
    un individuo!
    Comunque "Lui" la paura, a parte la corsa... l'ha gestita bene, pareva sereno,
    tutto sommato, è poi riuscito a ritrovarla, "Lei" era ferma quando lo ha visto arrivare.
    È nell'attimo di silenzio che i loro cuori si toccano... (benedetto Maestro...)
    "Lei" è molto bella, non solo maga, non sarebbe mai potuta entrare nei sogni
    di "Lui" senza che "Lui", per amore, Le lasciasse l'ingresso aperto... "Lui"
    aveva ormai capito il Bambino Magico... ma non sapeva come spiegarlo e come il Bambino riusciva a vivere tutto se stesso in un attimo di silenzio... percepiva sempre il silenzio, anche con la paura nel cuore... era un "Lui".

    Buon Giorno,
    lo vedi, perché piegare il tempo è il 17 mattino, ciao e Grazie.

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    Risposte
    1. .. Il silenzio non è facile.. a volte arriva nel mezzo dell'azione.. GRAZIE A TE... buona serata.. ciaoooo

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