Passa ai contenuti principali

Non è colpa mia se i Babbi mi guardano vicino alle casse dei bar

E con Babbi (con la B maiuscola) non intendo i padri, il "babbo" al plurale.
No, non è un post scritto da una donna super affascinante dietro a cui perdono la testa i padri di famiglia quando sono in fila alla cassa del bar. No, per Babbi intendo proprio loro, i Babbi, e per essere più precisa i Viennesi: quei biscotti cioccolatosi quadrati magnificamente incartati e spesso esposti vicino alle casse dei bar.

Parlo spudoratamente di un prodotto commerciale, e non m'importa se è una pubblicità gratuita che faccio alla marca, per dovere di cronaca non posso nascondere il nome, o sostituirlo o chiamarli semplicemente cioccolatini!

Che colpa ne ho io, dicevo, se questi Babbi mi guardano dalle casse dei bar.
Amo prendermi una pausa caffè, e ovunque io sia, cerco di fermarmi cinque minuti a gustarmi un caffè, ma, purtroppo o per fortuna, e comunque per destino, mentre aspetto di pagare il mio caffè c'è sempre qualcosa di cioccolatoso che mi guarda.

Sì, mi fissa proprio, a volte mi sembra che abbia anche un'espressione di supplica, che dice più o meno così "ti prego portami con te, scartami e mangiami!".
Ma come si fa ad essere così spietati da resistere a tale accorata richiesta? Ed io, donna di grande cuore, cedo e procedo all'acquisto!

Devo dire la verità, a volte resisto, quando appunto non sono i Babbi, che, purtroppo o per fortuna, e comunque per destino, sono sempre meno presenti nei bar. Forse stanno passando di moda o semplicemente i baristi scelgono marche più economiche. Ad ogni modo, con altri tipi di cioccolatini riesco a resistere, a volte. Ma diciamo la verità, anche per non offendere tutti gli altri tipi di cioccolatini, spesso dico di sì anche a loro. Non sia mai che faccia troppe sfacciate preferenze, la gelosia è la rovina del mondo e non voglio alimentarla!

Buon Babbi a tutti!
... E prendiamoci ogni tanto una parentesi di spensieratezza...

Commenti

Post popolari in questo blog

Storia di una pecora bianca che voleva rimanere bianca

Questa è la storia di una pecora coraggiosa. Cosa ha fatto di così eroico questa pecora per essere definita coraggiosa? Ha per caso saltato un burrone a piedi pari? Ha combattuto contro un branco di lupi uscendone vincitrice? Ha salvato un intero gregge da terribili macellatori? No, niente di tutto questo, la pecora di cui vi parlo, ha semplicemente deciso di rimanere bianca, mentre tutto il mondo diventava nero. Insomma, c'era una volta una pecora bianca e, in quanto bianca, non aveva vita facile. Erano passati i tempi in cui si diceva “quello è la pecora nera della famiglia”, arrivato il XXI secolo la parola d'ordine era “Esci dal gregge, vai contro corrente, non fare quello che ti hanno sempre detto di fare!”. Ottimi consigli certo, un po' di sana trasgressione fa sempre bene, così come vanno sempre accettate di buon grado gli inviti a ragionar con la propria testa, ma in quel periodo tutto questo era stato preso alla lettera. Fino al punto che un giorno una...

Che posto abbiamo noi?

“Che posto abbiamo noi, esseri umani che percepiscono, decidono, ridono e piangono, in questo grande affresco del mondo che offre la fisica contemporanea? Se il mondo è un pullulare di effimeri quanti di spazio e di materia, un immenso gioco a incastri di spazio e particelle elementari, noi cosa siamo? Siamo fatti anche noi solo di quanti e particelle? Ma allora da dove viene quella sensazione di esistere singolarmente e in prima persona che prova ciascuno di noi? Allora cosa sono i nostri valori, i nostri sogni, le nostre emozioni, il nostro stesso sapere? Cosa siamo noi, in questo mondo sterminato e rutilante?” (Carlo Rovelli, "Sette brevi lezioni di fisica"). Non importa con quali parole t'interroghi, come tenti di costruire il racconto di ciò che non si può vedere, che si muove e si trasforma di continuo, che ci ingloba e ci supera. E' tutto un grande mistero in cui, più scopri qualcosa, più ti rendi conto che non sarà mai abbastanza nell'infinito in cui  siam...

La neve a Natale, storia di un desiderio

A grande richiesta del mio gatto Pilù e dei suoi amici di quartiere (che in realtà sono a lui sottomessi in quanto li caccia dai loro giardini O__O) ecco il foglio di Natale 2! Altro mio semplice pensiero tirato a lucido in questa modalità praticamente illeggibile e assolutamente ignorata dall'algoritmo! E CI PIACE COSI'! Olè IL FOGLIO DI NATALE 2  LA BANALITA’ DELLA NEVE A NATALE, CHE TUTTI CE L’HANNO IN TESTA E INVECE NON C’E’ MAI. Colpa della tv, dei film che ho visto fin da bambina, che a Natale, in quelle storie ambientate a New York c’è sempre la neve. Colpa delle fiabe, dove a Natale nevica sempre, tristi o allegre storie che siano. Colpa della mia testa (ma dai!?) che ha sempre pensato al Natale con la neve e che ogni anno ci spera. Assomiglia un po’ alla storia del principe azzurro che prima o poi arriva e invece no, né principi né uomini azzurri, che poi sarebbero dei puffi inquietanti a ben pensarci (ma questa è un’altra storia). Ci sono anni in cui la neve la fa, co...