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il bambino che abitava sulle nuvole

Lo prendevano tutti in giro.. dicevano che aveva la testa sulle nuvole.. si dimenticava sempre tutto, arrivava tardi agli appuntamenti e quando giocava con gli amici si faceva sempre prendere in giro.. non reagiva mai.. era come assente.. tutto preso dal suo mondo.. sempre a faccia in sù a sognare di altri mondi chissà dove.. Col passare del tempo, il bambino, stanco di essere preso in giro, decise di andare ad abitare sulle nuvole: visto che con la testa era sempre lì.. perchè non andarci anche con i piedi?.. e così fece. Poi, un giorno iniziò a piovere e non smise più. La città inizio ad allagarsi e allora gli abitanti cominciarono ad alzare gli occhi al cielo, a guardare con invidia il bambino che abitava sulle nuvole. Se ne stava tutto beato nella sua soffice casa volante e guardava in basso un pò divertito. Dopo alcuni giorni, qualcuno mise l'orgoglio da parte e iniziò a salire sulle nuvole per potersi salvare dall'acqua che ormai aveva inondato il paese. Nel giro ...

il SI FEST compie 20 anni.. fragile e bello

Il SI FEST - Savignano Immagini Festival - festival internazionale sulla fotografia e l'immagine che si svolge nella mia città (Savignano sul Rubicone, FC) compie 20 anni. L'edizione che si svolgerà dal 9 all'11 settembre sarà anche l'occasione per guardarsi indietro e guardare la strada fatta. "Fragile" è il tema di quest'anno, si FRAGILE.. perchè non dirlo.. di questi tempi un pò tutto è fragile.. un pò tutti ci sentiamo così.. lo ha spiegato anche la direttrice artistica Stefania Rossl (insieme a Massimo Sordi): "perchè chiudere gli occhi di fronte alla fragilità di questo periodo storico? la fotografia ha sempre tenuto gli occhi aperti e non smetterà ora di farlo".. dunque: FRAGILE. Come ogni cosa bella in fondo.. ogni cosa a cui teniamo richiede cura, attenzione, comprensione.. allenamento alla bellezza.. e la mia città, laciatemelo dire, di allenamento ne ha fatto tanto.. dal primo Portfolio in piazza ad oggi (quando la gente, me compresa,...

Il fascino della precarietà. Le opportunità invisibili che non avevi considerato!

Tempi di PRECARIETA'... il lavoro è precario, lo stipendio pure, gli amici? a volte anche quelli.. l'amore è spesso precario con la data di scadenza che non viene nemmeno indicata.. anzi a volte, guardiamo dietro la testa del nostro partner e scopriamo che è già scaduto.. e da un pezzo!.. casa precaria.. chissà se questo mese pagherò l'affitto!! vacanze precarie su autostrade precarie, tra un cantiere e l'altro, una fila e l'altra.. una rustichella e l'altra.. niente di certo signori.. ma sì.. pensiamo positivo.. non è precarietà è FLESSIBILITA'.. OPEN YOUR MIND!... nessuno ti obbliga a gioire nel fare sempre lo stesso lavoro con i soliti orari.. a pregare ogni mese perchè ci sia quell'euro di aumento.. nessuno ti chiede l'esclusiva.. puoi dedicarti ad altri lavori e provare a crescere da solo, in autonomia.. ad un certo punto può nascere la speranza che un passatempo diventi una professione.. tanto vale provarci.. il tempo non ti manca, sei precario...

contra la malaleche.. SORRIDI - smileLife

Movimiento contra la mala-leche: avete mai sentito parlare del movimento "contro i MUSI LUNGHI"?? si.. un movimento spagnolo/basco che si batte, con le armi dell'ironia e della fantasia, affinchè gli angoli delle bocche delle persone si pieghino all'in sù e non all'in giù!! insomma il succo è questo: basta vivere con il broncio incorporato senza veri (cioè gravi!!) motivi.. basta uscire di casa al mattino già arrabbiati col mondo.. basta fare le vittime tutta la vita!! sentirsi sempre calpestati dalla vita!! lamentarsi ed avere l'umore nero TODA LA VIDA non serve a nulla!! e allora ecco questo originale movimento!! (che fa leva anche sul gioco di parole LECHE-latte.. collegato anche allo sponsor.. ma vabbè.. l'idea è buona secondo me!!)... e i suoi simpatici slogan su colorati e ironici manifesti.. di recente sono stata nei Paesi Baschi e li ho visti tappezzati un pò ovunque.. addirittura proiettati su edifici nel centro della magnifica San Sebastian.. d...

trapani e dighe

cari amici!! vi prego non vi spaventate vedendo questa mia foto.. e non preoccupatevi più del necessario.. non sono andata fuori di testa (più di quanto è risaputo) e non mi è accaduto nulla di grave!... va tutto bene, ho solo trascorso la mattinata dal DENTISTAAAAAAAAAA!!!!! è stata durissima!! ed è tutta colpa mia!! mia mia mia mia mia e mia! perchè ogni volta che sento un dolorino al dentino prima di farmi viva nell'apposito ambulatorio aspetto un annettino!! furba come una volpe!! le conseguenze? assessi, antibiotici, dolori atroci, trapani, ore di tensione, sudate, DIGHE!! (maledetti strumenti diabolici!!!).. appuntamenti su appuntamenti e... naturalmente.. preventivo triplicato!!... e pensare che un anno fà era una semplice e simpatica carietta.. oggi era invece diventata un mostro devastatore!! ma abbiamo avuto la meglio!! e adesso mi sento abbastanza in forma, proprio al top: si vede no???

giochi nell'auto

Ieri sono andata al mare e per tutto il tragitto da Savignano a Cesenatico ho fatto fotografie "a caso" (anche se poi a caso al 100% non sono mai)... con una mano guidavo, con l'altra reggevo la reflex e scattavo a destra e a sinistra attraverso il finestrino e il parabrezza, con tutte le "fantastiche" strisce del vetro non proprio lindo.. mi sono divertita come una matta, ho pure allungato la strada.. sono andata a velocità "da crociera" per tutto il tempo.. sono arrivata in spiaggia con un'ora di ritardo, ho fatto un bagno, mi sono asciugata e poi sono andata a casa tutta contenta. Mentre scattavo e guardavo al volo le mmagini nella fotocamera, mi sentivo come una bambina a cui hanno appena insegnato un nuovo gioco. E poi la sapete una cosa? ogni foto mi sembrava bella perchè ogni cosa che vedevo era bella, tutto era bello. E' stato un gran giorno.

Il conto dell'Africa

Sono più di 11 milioni le persone che rischiano la vita a causa di quella che è stata definita la più grande siccità degli ultimi 60 anni. Sono i popoli di Etiopia, Eritrea, Somalia, Uganda, Gibuti e Kenia. Pochissime piogge, raccolti scarsi, prezzi dei generi alimentari schizzati alle stelle, capi di bestiame denutriti e in parte già morti. Ora, tocca agli uomini, agli esseri umani, tra cui tante donne e circa 2 milioni di bambini. Molti di loro probabilmente faranno la stessa fine del bestiame, moriranno di fame e stenti, se la situazione non si risolleva in qualche modo. Aggrappate alla vita, queste creature affrontano viaggi a piedi che sarebbero massacranti per il più in forma di noi ben nutriti. Così, circa 10.000 profughi arrivano ogni settimana a Dadaab, al confine tra Somalia e Kenya per trovare condizioni più vivibili e chiedere aiuto.  L’Unicef ha lanciato l’appello alla comunità internazionale: servono 31,9 milioni di dollari, per...