Passa ai contenuti principali

il SI FEST compie 20 anni.. fragile e bello


Il SI FEST - Savignano Immagini Festival - festival internazionale sulla fotografia e l'immagine che si svolge nella mia città (Savignano sul Rubicone, FC) compie 20 anni. L'edizione che si svolgerà dal 9 all'11 settembre sarà anche l'occasione per guardarsi indietro e guardare la strada fatta. "Fragile" è il tema di quest'anno, si FRAGILE.. perchè non dirlo.. di questi tempi un pò tutto è fragile.. un pò tutti ci sentiamo così.. lo ha spiegato anche la direttrice artistica Stefania Rossl (insieme a Massimo Sordi): "perchè chiudere gli occhi di fronte alla fragilità di questo periodo storico? la fotografia ha sempre tenuto gli occhi aperti e non smetterà ora di farlo".. dunque: FRAGILE. Come ogni cosa bella in fondo.. ogni cosa a cui teniamo richiede cura, attenzione, comprensione.. allenamento alla bellezza.. e la mia città, laciatemelo dire, di allenamento ne ha fatto tanto.. dal primo Portfolio in piazza ad oggi (quando la gente, me compresa, passava di lì e si chiedeva chi erano quelle persone in fila nei gazebo con tante fotografie in mano..) - che il Festival attira migliaia di persone - ne è passata di acqua sotto i ponti, sotto forma di impegno, sacrificio, lavoro e passione.. il segreto? ci hanno sempre creduto.. sia quelli dell'ICS (Istituzione Cultura Savignano) guidati da Paola Sobrero, sia quelli del Circolo Cultura e Immagine capitanati da anni da Mario Beltrambini, sia il Comune di Savignano che con le risorse che ha (non è un segreto che non si naviga nell'oro), fa quello che può.. e tanti altri che negli anni ci hanno lavorato.. fino a quando anche i savignanesi più distratti hanno iniziato a notare e ad amare questo grosso contenitore senza pareti che ogni anno è sempre più ricco, più vero.. più atteso. Quindi? godiamoci alcune foto in antemprima, sbirciamo su http://www.savignanoimmagini.it/ e aspettiamo il 9 settembre.

Commenti

Post popolari in questo blog

La neve a Natale, storia di un desiderio

A grande richiesta del mio gatto Pilù e dei suoi amici di quartiere (che in realtà sono a lui sottomessi in quanto li caccia dai loro giardini O__O) ecco il foglio di Natale 2! Altro mio semplice pensiero tirato a lucido in questa modalità praticamente illeggibile e assolutamente ignorata dall'algoritmo! E CI PIACE COSI'! Olè IL FOGLIO DI NATALE 2  LA BANALITA’ DELLA NEVE A NATALE, CHE TUTTI CE L’HANNO IN TESTA E INVECE NON C’E’ MAI. Colpa della tv, dei film che ho visto fin da bambina, che a Natale, in quelle storie ambientate a New York c’è sempre la neve. Colpa delle fiabe, dove a Natale nevica sempre, tristi o allegre storie che siano. Colpa della mia testa (ma dai!?) che ha sempre pensato al Natale con la neve e che ogni anno ci spera. Assomiglia un po’ alla storia del principe azzurro che prima o poi arriva e invece no, né principi né uomini azzurri, che poi sarebbero dei puffi inquietanti a ben pensarci (ma questa è un’altra storia). Ci sono anni in cui la neve la fa, co...

Che posto abbiamo noi?

“Che posto abbiamo noi, esseri umani che percepiscono, decidono, ridono e piangono, in questo grande affresco del mondo che offre la fisica contemporanea? Se il mondo è un pullulare di effimeri quanti di spazio e di materia, un immenso gioco a incastri di spazio e particelle elementari, noi cosa siamo? Siamo fatti anche noi solo di quanti e particelle? Ma allora da dove viene quella sensazione di esistere singolarmente e in prima persona che prova ciascuno di noi? Allora cosa sono i nostri valori, i nostri sogni, le nostre emozioni, il nostro stesso sapere? Cosa siamo noi, in questo mondo sterminato e rutilante?” (Carlo Rovelli, "Sette brevi lezioni di fisica"). Non importa con quali parole t'interroghi, come tenti di costruire il racconto di ciò che non si può vedere, che si muove e si trasforma di continuo, che ci ingloba e ci supera. E' tutto un grande mistero in cui, più scopri qualcosa, più ti rendi conto che non sarà mai abbastanza nell'infinito in cui  siam...

Questa volta è l'ultima

Ricominciare, sempre, quante volte lo hai già fatto? E non hai voglia di rifarlo, proprio no ne hai. Questa volta speri di non doverlo fare, questa volta no. Ti tieni tutto in braccio, nei pugni, e poi borse, scatoloni, mobili, dove hai sistemato tutto ciò che ti ricordi di te. Tutto è contenuto, ben riposto, questa volta andrà bene perché c'è ordine e sai dove trovare ogni cosa protetta dal dubbio. Poi un giorno la finestra si spalanca all'improvviso e sbatte contro il muro, e non riesci a chiuderla perché un vento che ride di te è arrivato come dal nulla. Tutto vola via, le scatole si aprono, non puoi fare niente, troppo hai fatto. Sei muta al centro di un ciclone che sembra non dipendere da te e allo stesso tempo da te prendere forza. Tu sei la tua tempesta, sei stata anche altro, cielo terso e quiete, ma ora no. Ora è ancora vento, e quando tutto tornerà ad essere fermo, tu ricomincerai, ancora, un'altra volta. E penserai che è l'ultima.