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L'Alce arriva in Italia - History of love II

L'Alce camminava ormai da perecchi giorni verso sud e man mano che i chilometri crescevano, anche il cambio di clima si iniziava a sentire. Fino a quando si era trattato di attraversare la Bielorussia e la Polonia, per lui era stata una passeggiata: diciamo che c'erano molti più monti della sua tranquilla Svezia del sud, ma il clima rimaneva simile. Continuava ad esserci quel freschino che gli piaceva tanto e che gli donava il giusto brio per continuare il cammino. Le cose iniziarono a cambiare quando dovette costeggiare le città tedesche e arrivò in Austria: finchè rimaneva nei monti, nonostante non fossero rassicuranti come le sue conifere svedesi, riusciva a sentirsi a proprio agio, ma nelle zone di pianura il disagio si faceva sentire. Poi finalmente le Alpi, lo splendido confine verso l'Italia, l'Alce dovette confessare a se stesso che quelle splendide vette facevano non poca concorrenza ai suoi boschi che tanto amava. Comunque, perchè l'Alce aveva scelto proprio l'Italia come meta finale del suo viaggio? semplice, è o non è il Bel Paese? lo sanno tutti, anche la famiglia delle alci svedesi! scendendo sempre più verso sud, l'alce iniziava ad ansimare a causa della temperatura e dell'umidità che aumentava avvicinandosi alla pianura Padana. A un certo punto però, mentre camminava tra i campi, affincando l'autostrada (la tattica era: sfruttamento a distanza delle insegne stradali!!), vide il cartello "direzione Venezia". Si fermò un attimo e decise che era il momento di svoltare verso est e di addentrarsi nella laguna: "povere le mie ossa" pensava.. mentre spariva nella nebbia...

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