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San Leo. La roccia che si staccò dalla sua rupe



Di fronte a un simile panorama, sono rimasta impressionata ma anche affascinata. Quel giorno di fine febbraio, un grosso masso roccioso ed il suo seguito si è staccato dalla rupe di San Leo e si è sdraiato sulla valle. Chissà quante cose sono successe dentro quella roccia prima di quel momento. Mi sono ricordata che tutto fa parte di un meraviglioso mistero vivente dove nulla è come sembra.

Era passato qualche giorno dal "crollo", ed ero passata a prendere una mia amica per fare un giro. Era domenica: dove andiamo? Mi ha chiesto lei.
A San Leo! Ho risposto, voglio vedere la roccia che si è staccata.

Appena arrivate ci siamo resi conto che la nostra non era un'idea originale: una fila di macchine sfilava lentamente davanti alla rupe di San Leo, tanti scendevano per fare foto. Anche noi.

All'inizio mi sono sentita un po' come quelli che andavano al Giglio a vedere la Concordia semi-affondata, ma poi mi sono ricreduta: nessuno si era fatto male con il crollo della roccia e, per quanto ne sappiamo, non era stato un uomo a provocarlo... almeno non direttamente!
Insomma, l'animo mi si è risollevato: quello si trattava di un evento diverso, almeno per il mio livello di comprensione degli eventi. E poi, chi se ne frega se c'era così tanta gente, io quella rupe sgretolata dovevo vederla! Volevo vedere dal vivo quelle enormi rocce staccate dal loro monte. 

Appena arrivata sul posto mi sono chiesta quanto rumore, e che tipo di rumore, avesse fatto il crollo quella notte in cui avvenne! Ho pensato all'energia che simili eventi smuovono, e un attimo dopo ho pensato all'energia che aveva agito fino a quel momento! fino all'esatto istante in cui la rupe di San Leo si è spezzata!
Nulla rimane uguale, anche la solida e dura roccia non può resistere al cambiamento, all'accadere dell'inevitabile. Qualcosa si è spezzato... dopo mesi o anni di crepe, di fessure, di infiltrazioni... nulla è così duro da essere impenetrabile. Qualcosa è cambiato, anzi sta cambiando, e il crollo di questa roccia non è di certo l'ultimo atto del processo in corso.




Commenti

  1. Cara Miriam, ho visto che su molte cose la pensiamo in maniera totalmente diversa. Può essere l'età differente, ma non credo. Per me una roccia che si leva dal monte è una catastrofe, una ferita emorragica indescrivibile. Già da bambino, queste cose mi mettevano tristezza. Neanche se mi pagassero andrei a vedere la distruzione, per me il "distacco" è come un pugno allo stomaco, mi fa vomitare. E mi dico: tutto non può crollare. Si separano i ghiacciai ...e già questo mi fa stare male. Sono "contro" e felice di esserlo, a questo tuo amore.

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    1. E io sono felice di ricevere la tua opinione, forse non sembra ma anche per me il distacco è un pugno allo stomaco e mai come in questi ultimi mesi l'ho vissuto così forte... mi concedo la possibilità che a livello più profondo le cose stiano diversamente, che seguano un disegno che allo stesso tempo ci comprende e ci trascende..( no non credo nemmeno io che sia l'età il motivo per cui la pensione diversamente, e poi non c'è tanta differenza!)
      buona giornata

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  2. Il tuo blog è sempre frizzante. Devo dire. Sempre idee innovative. Complimenti, continua e a presto!!!

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    1. grazie! ... a dir la verità mi piacerebbe seguire un filone preciso, fare approfondimenti.. e soprattutto vorrei che fosse utile a qualcosa ma ancora non so' bene come... comunque si, intanto, continuo!

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