Passa ai contenuti principali

Post

Se non sai chi sei e sei insoddisfatta, va benissimo.

Seria o comica? Poetessa o buffona di corte? Timida o determinata? Insomma, chi sei, cosa vuoi nella vita? Essere felice, va bene come risposta? Non è sufficiente, pare. Cosa voglio nella vita? Nel senso che dite voi, non lo so. So che amo quello che faccio e voglio farlo sempre meglio, so che amo anche altro e sicuramente, per tutta la vita, farò anche altro, sempre. O forse no. Non lo so, non so se sono più seria e più comica. E poi cosa vuol dire seria? Cosa vuol dire comica? “Miriam dovresti fare zelig” ogni tanto mi viene detto, di fronte alle mie gag, che giuro, mi escono dal cuore. “Miriam dovresti scrivere un libro” di fronte ad alcuni post particolarmente impegnati, che giuro, mi escono dal cuore. E ci ho provato a scrivere un libro, ci provo, sempre. Inizio a scrivere qualcosa di appassionato e drammatico, vado avanti per un po' di pagine, poi ad un certo punto viro verso l'ironico, addirittura verso il comico. Allora cambio registro, “scriverò qualcosa che...

Fai con le persone come fai col mare

  In questa estate ho ascoltato il mare in tutte le sue forme: sereno, arrabbiato, imbronciato, annoiato, allegro. L'ho amato sempre, e sempre ho sentito il desiderio e il bisogno di immergermi nelle sue acque. Ho abbracciato con gli occhi il suo orizzonte, accarezzato le sue onde, scrutato i suoi fondali in condizioni non sempre limpide. Ci sono stata sempre, in quel mare. Allora oggi mi chiedo: forse è così anche con le persone? Forse è la stessa cosa che facciamo con le persone che amiamo o che, probabilmente, facevamo e che ad un certo punto (a volte) abbiamo smesso di fare. Oppure qualcuno ha smesso di farlo con noi. Cosa? esserci, sempre, ascoltare, sempre, amare, in ogni condizione. A tutti i costi, immergersi nell'altro, scrutarlo in profondità, anche con il cuore mosso, l'animo in fiamme, o, peggio, spento. Sì, questo è il comando che mi do, oggi, alla vigilia dell'autunno: fare con le persone come si fa con il mare. Farlo anche con i sogni, i progetti, le stra...

Cartoline dall'Estate in riviera adriatica, tra bellezza e saggezza

L'estate si finendo, anche se continuo ogni giorni ad andare al mare, almeno per una passeggiata, almeno per vederlo. Mi ha tenuto compagnia per tutta l'estate, e a voi? Mi mancherà ma gli ho promesso che tornerò anche durante l'inverno per cantare tra me e lui la canzone di Loredana Bertè "Il mare d'inverno" e fare altre passeggiate, tra tronchi depositati dalle onde sulla sabbia, e i cani contenti accompagnati dai loro amici umani. Mi porto a casa numerose cartoline di questo mare di Romagna tra Rimini e Gatteo mare, in quella striscia chiamata Bellaria Igea Marina, soprattutto mi sono rimaste negli occhi le immagini del mattino presto insieme a tante perle di saggezza: - gli sdrai lasciati legati alla rete la sera prima per averli pronti all'uso - gli ombrelloni pure, lasciati piantati, così il posto è prenotato no? - la camminata in acqua che fa bene alla circolazione, come insegnano le signore di una certa generazione, e comunque fa bene a tutti! -...

Lavoro: servono Idee? Fate qualcosa che sembra inutile

Oggi mi gira così: vi scrivo di lavoro e pubblico la mia faccia in pausa! Abbiate pazienza! E datemi un minuto di tempo per spiegarvi... Ci sono giorni che siamo a corto di idee. Vi capita mai? Ci mettiamo al computer oppure dietro al nostro banco del bar, o davanti alla vetrina del nostro negozio, o nel nostro studio, sulla sedia, sulla poltrona, al tavolo, a sedere su uno scatolone di materiale appena arrivato... Non importa dove siamo ma quel momento arriva, sempre: NON HO PIU' IDEE da cui partire per proporre al meglio ciò che vendo o faccio, ci vorrebbe qualcosa di nuovo ma proprio non riesco nemmeno ad immaginarlo. Mettendo in chiaro che "qualcosa di nuovo" spesso non serve, è comunque segno di vita e preannuncio di possibile successo, avere almeno qualche idee su cosa fare, o no?  E dunque ci sono momenti in cui queste idee proprio non ci sono, e ci trasciniamo a fare e rifare le solite cose senza entusiasmo e un minimo di grinta speranzosa! Dunque la cosa ...

Nelle ciglia del tempo, ai confini delle stagioni

Oggi al mare ho sentito l'autunno bisbigliare: "Sto arrivando". L'ho sentito nella brezza, più tesa e fresca, l'ho visto nella luce, meno calda e più abbagliante. Si sente e si vede: l'estate ha iniziato il suo commiato e l'autunno ha già messo un piede in mezzo alla porta e presto entrerà. Ci saranno ancora giorni di sole, l'estate ci cullerà ancora un po', con la sua veste più leggera e rassicurante. Ma ormai è fatta: l'occhio del tempo ha fatto il suo battito e noi siamo già in mezzo alle ciglia dell'autunno. Questo palpito diventerà un abbraccio di foglie e di nuvole. E poi, si spera, di neve. Voglio danzare coi giusti pensieri in mezzo alle note di questa canzone eterna. E tu? Voglio esserci con tutta la faccia in questo vento. Voglio stare dritta con tutta la mia persona in questa invisibile corrente. Voglio scoprire e sentire che ne sono parte. E tu?

Quello che non riusciamo a dire: liberiamo le parole!

Perchè è così difficile trovare le parole per le cose più importanti della nostra vita? Perchè passiamo le giornate a riempire d'aria la bocca e di suoni l'aria, parlando di tutto, ma releghiamo nel silenzio ciò che invece andrebbe urlato? Chi di noi non ha almeno un paio di questioni rimaste annodate nella gola? Situazioni sospese con qualcuno o qualcosa, veri e propri buchi neri in cui ogni azione comunicativa è pietrificata? Forse nessuno. Credo ci siano tre diverse fasi di blocco e ognuno di noi può trovarsi in una di esse: 1: la fase in cui l'argomento è un tabu assoluto, non viene praticamente pensato e quindi non si prova nemmeno a cercare parole per parlarne! 2: la fase due inizia quando alcune parole iniziano a circolare in testa ma in modo caotico, quasi come un'ossessione che alimentiamo ma da cui cerchiamo di sfuggire. Un parlottio nella mente ci racconta di qualcosa a cui dobbiamo pensare seriamente! 3: in questa fase le parole sono tante e ogn...

Riviera romagnola, cronaca di una mattina d'agosto

 Arrivo in spiaggia presto e scopro mondi che ignoravo o che avevo relegato nell'inconscio. Non mi ero mai accorta che si consumano drammi h24: discussioni sui metri da lasciare tra le postazioni-tintarella, gente reduce dal turno di notte per occupare il proprio metro di spiaggia libera, uomini e donne che passeggiano con cani bellissimi e facce incazzatissime.  Tutto questo davanti al silenzio del mare baciato dal sole, che alle sette del mattino fa già sudare come una "bestia". E pochi metri più in là, tutti questi folclorici (e umanissimi) mondi si ritrovano al bar dello stabilimento più vicino. File per le brioche, con o senza mascherina (indossata in varie modalità secondo la moda estate 2020), qualche bambino che ancora con le "caccole" agli occhi reclama già il suo gelato (siamo in vacanza, ne ha diritto dai!!), caffè e cappucci, e bestemmie del barista al quale non torna il conteggio delle paste consegnate.  Ce n'è per tutti i gusti ed è bel...