Passa ai contenuti principali

Post

Vento dentro

  Amo il vento, so che a molti non piace, che infastidisce. Io adoro le giornate di vento, quando esci di casa e inizia ad abbracciarti la faccia e i capelli. Come vuole lui, il vento, nelle direzioni che solo lui conosce. Non sopporto i giorni immobili, in cui tutto è fermo. Amo il sole, l'estate, il clima "comodo" per fare ogni cosa, ma ho un debole per tutto ciò che si muove, che crea una certa instabilità. Sento che il movimento che c'è fuori corrisponde al movimento che ho dentro. Che quando le cose volano in aria, c'è più sintonia che i tumulti che porto nell'animo. Forse per questo ho un debole per i temporali e le tempeste, e per il vento in particolare. Ben venga il sole e l'azzurro cielo, ma, vi prego, almeno metteteci un po' di vento! Che nulla resti fermo, che tutto sia vibrante di vita, in movimento, in trasformazione. Il vento mi ricorda le cose che cambiano, il tempo che passa. Il chè è anche un po' nostalgico, ma di quella nostaglia...

La danza della realtà, di libri e di mondi

 La Danza della realtà! Un magnifico tuffo nell'immaginazione più vera a firma di Alejandro Jodorowsky! Umilmente oso recensire questo bellissimo libro! Miriam

Trasparente non vuol dir che non sei niente

Questo pensiero mi attraversa la mente e il cuore ogni volta che incontro una persona dimessa, silenziosa, che tende a non voler primeggiare, magari timida, chiusa. Innanzitutto non vuol dire che questa persona non sia felice e realizzata, ad ogni modo, non potendolo sapere, almeno non sempre, mi è capitato di pensare a come queste persone siano l'alterego della società in cui viviamo. E' come se fossero il silenzioso, ma potente, contraltare al culto dell'evidenza a tutti i costi, alla moda dell'apparire, della prima fila, dell'immancabile "selfie", dei primi posti in classifica, dei "non sei nulla senza followers". E' vero, non tutte le persone sono così, ma la parte "lustrini e chiacchiere" della folla, è sempre la parte più evidente ed è quel lato che la tv e i grossi media in generale, tendono a far vedere, per non parlare dei social, o almeno del mondo legato ai grossi influencer. Lungi da me da voler fare la "bacchettona...

Quello che non c'è, esiste

E' quello che perdiamo che ci spinge a sfondare i muri, alla ricerca di ciò che non si vede più con gli occhi. Non ci basta accarezzare il vetrino del portafoto. Non ci basta mandare un bacio all'immagine di chi abbiamo perduto, lucidarne la cornice, mettere un vasino di fiori, sospirare e lanciare buoni pensieri. Non basta soprattutto nei giorni di festa, quando arriva la domenica e "si sta tutti insieme", quando accade qualcosa di bello, quando nevica. Non ci basta pregare, ricordare, raccontare. Noi chiudiamo gli occhi e dobbiamo vedere cosa è successo. Non vi capita mai di chiudere gli occhi per tentare di vedere? Di abbandonarsi al buio come per cercare qualcosa che nella luce non si vede, che nella luce non c'è. Non ci basta sapere che non c'è. Perchè invece c'è, e ci sarà sempre una parte di noi che sfonderà ogni logica, ogni evidenza, ogni inesistenza di prove, ogni insuccesso, ogni nulla in cui ci perdiamo. Probabilmente torneremo al porto sempre ...

L'Universo a portata di mano

Condivido con il cuore una personalissimissima recensione di un libro che amo! Buon volo nell'infinito!

Il fuoco nel gelo

ISPIRAZIONE d'INVERNO  Non fuggire il freddo, ascolta il calore del tuo corpo. Osserva il tuo fiato che si tuffa nell'aria mentre cammini. Senti lo scricchiolio del ghiaccio sotto ai tuoi piedi. Dona il tuo viso ai fiocchi di neve che cadono, rari e preziosi. Il ghiaccio è lo scrigno della vita che si rigenera, è il rifugio del seme, il nido dei futuri voli. Senti come ribolle il tuo pensiero incorniciato dal gelo. Tu sei lava che scorre e che prende forma nei contrasti termici del tempo. Miriam

Il colore viola, tra storia, attese, vita, tarocchi

 Il VIOLA: attendere cambiando Adoro il colore viola e mi è sempre piaciuto notare come nella società esso sia odiato o amato, non ci sono vie di mezzo quando si parla di questo colore. Eppure pare essere il re della "terra di mezzo", di un luogo in cui si attende in mezzo a mille sollecitazioni. Colore che "porta sfortuna" sul palco scenico o colore della sapienza in quanto unione di rosso (l'umanità di Cristo) e di blu (la sua divinità)? Entrambi! Diciamo che i contesti di riferimento sono alquanto diversi e che tutto, come sempre, è collegato! Il viola è da sempre, in ambito religioso-cristiano, il colore della Quaresima, il periodo in cui si attende la resurrezione di Gesù dopo la sua morte. E' quindi allo stesso tempo il colore del lutto (è infatti dominante anche nei riti funebri) ma anche dell'attesa di un ritorno della vita. Indica quindi un periodo di aspettativa-trasformazione. Il motivo per cui è odiato/sconsigliato (ma molto meno del passato!...