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Pronti mattanza via. I delfini del Giappone: mobilitazione mondiale per la vita


Ci risiamo, il primo settembre arriva anche quest'anno e per molti esseri viventi del pianeta significa morte senza pietà. Sto parlando dei delfini del Giappone e della loro mattanza.
Lo sò che la morte percorre il pianeta ogni giorno, sò che colpisce uomini e animali arrivando su di essi più veloce di un respiro. Sò che in miloni di casi al mondo la morte non è giusta, o meglio, le situazioni che la chiamano non lo sono: povertà, odio e violenze. Lo sò che ogni giorno, a ben guardare, può essere il triste anniversario di una strage, una guerra o una catastrofe naturale. Credo che bisogna opporsi ad ogni forma di violenza, ma penso che non tutti hanno la consapevolezza del fenomeno nella sua complessità e interezza. Ritengo però che bisogna almeno partire da quello che si conosce e da ciò che è in maniera palese ingiusto. Perchè, che lo ammettiamo o no, ci sono morti che avvengono in maniera più vistosa, perchè cruente e senza senso in modo più ecclatante. E' il caso del rosso e tragico spettacolo della mattanza dei delfini in Giappone, che fa da eco a quella delle balene o delle foche in altre parti del mondo.
Il 1° Settembre avrà inizio la nuova stagione di mattanza di delfini a Taiji. Raccolgo un pò di numeri da internet e scopro, purtroppo senza sorpresa, che nella passata stagione sono stati uccisi 850 Cetacei e 171 sono stati destinati al mercato internazionale della cattività.
Contro questa mattanza e a favore della vita dei delfini, il primo settembre sarà una giornata di mobilitazione mondiale. Il messaggio comune tende al rispetto, non solo dei delfini ma anche delle persone. Perchè è ormai cosa nota che nella carne di balena e di delfino sono presenti pericolose quantità di mercurio e radiazioni (figuriamoci nel Giappone del post-Fukushima). Da tutto il mondo si alza anche il grido contro la cattività che uccide, ergo l'invito è quello di non comprare biglietti ai delfinari. E' diffusa la convinzione che si può vivere anche facendo altri mestieri e che il Giappone può migliorare la sua economia attraverso l'eco-turismo e le politiche verdi piuttosto che perpetuare le barbare tradizioni del passato. Senza considerare il fatto che molti giapponesi non conoscono questa realtà e quando lo vengono a sapere si oppongono ad essa.
Ogni volta che nel mondo corre un grido di allarme contro l'atrocità, credo sia umanamente giusto rispondere. L'importante è cominciare, non importa quale sia il primo sterminio a cui ci opponiamo.

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