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I Tarocchi. La Stella: un posto nell'Universo

Cosa fa questa donna nuda e sola nella notte? Sotto un cielo di stelle versa del liquido a terra, forse in un fiume.. è acqua? è altro? 
Oggi parliamo della carta La Stella (Le Toille), pescata dai Tarocchi di Marsiglia, così come restaurati da Jodorowsky e Camoin.
La stella è una donna che sembra "persa" tra tante stelle, quale seguire? Quella più grande al centro del cielo? Si tratta di una carta alquanto enigmatica, che più di altre mi fa sorgere tante domande sulla situazione della "donna-stella". Il suo ombelico sembra una bocca: è simbolo di vita? Sulla fronte c'è una piccola luna arancione: la donna racchiude in sè il magnetismo lunare? .... Ma la domanda che più mi lampeggia in testa è questa: la donna si è persa o è semplicemente in cammino? Si ferma per fare qualcosa che "doveva" assolutamente fare? Si libera di anfore troppo pesanti? ... una cosa però pare certa: la "donna-stella" non è preoccupata, ha un velo di tristezza in volto ma pare serena, concentrata nel suo atto di svuotare i colorati contenitori. Ella si trova, sicuramente, nel luogo giusto al momento giusto, e le stelle la guardano, mentre un uccello nero - che ricorda un po' l'Araba fenice - la osserva da lontano, o forse no, è lì, semplicemente, nel suo posto.
Ecco qual'è la sensazione più diffusa: insieme al mistero dell'avvenimento in corso (che non ci è dato conoscere) si percepisce la certezza che tutto sia al suo posto, ora, proprio in questo momento.

E a voi cosa comunica questa carta? Sarebbe bello confrontarci su quello che riuscite a percepire osservando La Stella...
Nel frattempo, condivido ancora una volta una parte dell'interpretazione che ne da Alejandro Jodorowsky ("nel libro La via dei Tarocchi"):


SE LA STELLA PARLASSE
"Sono nel mondo, sono del mondo, agisco nel mondo. Sono in me, sono di me, agisco in me. Separata e unita nello stesso tempo, minuscolo ingranaggio di una macchina cosmica, collaboro, ricevo e do, assorbo e distribuisco. La mia nudità è totale: nessuno principio mi guida, nessuna legge che non sia quella naturale.
Se dico "sono" è perchè nell'infinita molteplicità degli esseri e delle cose ho trovato il mio posto, nel mondo e in me stessa, non ha importanza dove. Non ho bisogno di cercare, non ho nessuna immagine di me stessa, sono al mio posto. Qui e ovunque, volontariamente legata. Sono in ciascuna particella di polvere, in ciascun territorio, in ciascun corso d'acqua, in ciascuna stella, in ciascuna parte del mio corpo. E come faccio a non rispettare il mondo, le mie ossa e la mia carne? Tutta questa materia non mi appartiene, mi è stata data in prestito soltanto per un frammento di tempo. E la rispetto perchè è il mio tempio, il tempio dove risiede il Dio impensabile. Lo spirito è materia, e la materia è spirito, l'universo nasce ed esplode costantemente, e al suo centro, là dove mi sono inginocchiata, io sono.
Se dico 'sono lì', intendo dire 'sono in ciò che sostiene qualunque vita', nella fonte incessante di energia che distribuisco con la mia mentre, il mio cuore, il mio sesso. Energie di una purezza sublime che, sbocciando da me, ripuliscono il mondo. Restituisco il profumo all'atmosfera, la dolcezza alle acque dei fiumi, la fertilità alla terra e la vita a tutti gli oceani. Non esiste un solo luogo nel cosmo in cui non sia presente.
In ogni attimo, non abbandono mai il presente. Nulla può incatenarmi, nè il passato nè il futuro. Nè i pentimenti nè i progetti. Costante, fedele al mio posto, ricevo e do. E quando dico 'Sono del mondo e di me stessa' significa che mi abbandono senza reticenze, eliminando alla radice ogni critica. Non giudico. Amo e servo.
Non mi allontano mai, neanche per lo spazio dello spessore di un capello; appartengo quindi venero, obbedisco. Perciò sono nuda, nuda come un albero, un uccello o una nuvola. Sono del mio corpo, della mia carne e del mio sangue; essendo, mi è impossibile abbandonare o abbandonarmi a me stessa. Come non amare ciò che mi possiede amorosamente? Così come mi do alla terra, mi do alla mia carne e alle mie ossa. Così come mi affido agli oceani, mi affido al mio sangue. Così come mi abbandono all'aria, mi abbandono alla mia pelle; così come mi raccomando alle stelle, mi raccomando ai miei capelli. E colma di questo amore di schiava, raggiante, agisco sul mondo e su me stessa. Agisco, vale a dire vado con il mondo, eliminando gli ostacoli, trasmettendo l'energia che mi arriva da oltre le stelle. Mi limito ad arricchire e a purificare. Inoltre agisco su me stessa: mi apro a tutti gli infiniti, lascio circolare in tutti i pori della mia pelle l'alito degli dèi. Mi lascio attraversare da tutti i misteri. E al centro del mio ventre, divenuto infinito, ricevo e lascio nascere la luce nella sua interezza".

Commenti

  1. Se ascolti le stelle mentre le guardi ti dicono gurda che ci stiamo muovendio se ti fissi ci perdi... ;)

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