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Cani, uomini e l'illusione della libertà

Finalmente un'area di sgambamento cani anche nel mio paese. All'inaugurazione era pieno di tanti cani eccitati, non meno dei loro padroni, desiderosi di veder correre liberi i loro amici a quattro zampe.
Molto bene, mi sono detta, poi ho iniziato a osservare lo spazio a disposizione: mille metri quadrati. Molti? Non credo, dicono che sono sufficienti... e in effetti, una volta dentro i cani hanno iniziato a correre e a rincorrersi, a saltare e a giocare tra loro...
Era una gioia degli occhi e del cuore vederli così contenti!

Correvano liberi, liberi sì, in quei mille metri recintati... un "budello" di verde con recinto e cancello... e fino a poco tempo fa non c'era nemmeno quello... E' un inizio, ha detto il sindaco, ed è vero... è vero anche che quando vedi un po' di luce, ti rendi conto del buio, che quando percepisci un minimo di "giusta libertà", capisci che prima mancava totalmente... e oltre al piacere della novità, senti la morsa di una prigione che improvvisamente si rivela con tutto il suo peso... Come quando finisce una brutta avventura e i sopravvissuti un'istante dopo la gioia della salvezza, sentono il dolore per chi non ce l'ha fatta... Sto esagerando? Non credo, è quello che ho sentito io nel guardare quel parco: liberi in mille metri, prigionieri nei restanti milioni di metri su cui vivono!

Come non pensare che tutto questo non è solo giusto ma è anche un po' triste? Come non desiderare di vederli liberi sempre? Come non sentire stridere qualcosa dentro nel concedere ad un essere vivente uno spazio in cui essere libero? Non dovrebbero essere tutti liberi, sempre e ovunque?
Davvero crediamo, con tutto l'amore che nutriamo per il "nostro" cane, che esso sia nato per restare legato ad un guinzaglio, o libero in pochi metri di giardino? Siamo davvero convinti che il nostro cane sia felice perchè ci scodinzola quando torniamo a casa e perchè ha una cuccia e una ciotola di cibo? Pensiamo davvero che la sua piena natura sia espressa nell'abbaiare a chi si avvicina al cancello o nel fare compagnia a noi? Cioè la sua natura si esprimerebbe totalmente nell'essere il miglior amico dell'uomo? Bè, spesso "costretto", il cane lo è diventato, ma l'uomo ricambia davvero?

La verità è che siamo esseri paurosi ed egoisti, non lo facciamo apposta... "usiamo" un cane come un allarme anti furto o una dama di compagnia e siccome non "ci sbrana" crediamo che sia giusto e naturale...  La storia - fatta sempre e comunque da noi - ci ha portato a questo, usiamo quel piccolo pezzo di cuore e di testa di cui abbiamo consapevolezza, ignorando tutto il resto, che è molto più grande di ciò che conosciamo e sperimentiamo.
Mi rendo conto che - in modo volutamente provocatorio - mi sto "infognando" in elucubrazioni di cui nemmeno io ho il controllo... torniamo al tema inziale: animali liberi in mille metri... e perchè  non sempre?

Qualcuno, comprensibilmente, mi dirà che non è possibile tenere liberi i cani, che accadeva una volta... poi tutto è stato regolamentato per tutelare il vivere civile e la sicurezza di tutti! Storie di donne cadute in bicicletta perchè il cane le correva dietro abbaiando, di ragazzini azzannati, di troppe cacche in giro che poi le donne pestano con i loro tacchi... e quindi si sporcano e puzzano gli uffici degli impiegati di questo XXI secolo!!! Ah però, mi si dirà, li si tiene al guinzaglio per evitare che finiscano sotto le macchine in corsa, quindi lo si fa anche per il loro bene!!!
Ed è vero, le auto dei "non ho tempo" non possono permettersi il lusso di evitare i pedoni umani, figuriamoci i cani! (o i gatti e ogni altro essere vivente)... Spesso non si fermano neppure a prestare soccorso allo studente investito mentre andava a scuola! Figuriamoci se cercano di andare piano e di stare vigili per evitare di investire un cane, o di fermarsi in caso di investimento!
Il tempo corre, la campanella suona, il cartellino va marcato, la riunione deve iniziare, la lezione pure!

E' vero, la nostra società non è pronta per i cani liberi, e come potrebbe se non lo sono nemmeno i loro padroni? Corriamo come pazzi in balia di eventi di cui - a ben pensarci - non c'importa quasi nulla... mentre accantoniamo o addirittura dimentichiamo ciò di cui c'importa davvero. Se impiegassimo le nostre energie in ciò che crediamo importante in cuor nostro, sicuramente correremo di meno... la società diventerebbe diversa... non so dire bene come, perchè occorre farlo, sperimentarlo... ma credo che si otterrebbe un mondo in cui anche i cani potrebbero stare liberi sempre senza spaventare chi se ne va serenamente in bicicletta o temere le auto impazzite, diventate più caute e magari meno numerose.

Concludo dicendo ciò che mi ha colpito durante l'inaugurazione dell'area: in attesa dell'apertura del cancello, c'erano numerosi cani al guinzaglio dei loro padroni.. quasi tutti abbaiavano e tentavano di avvicinarsi tra loro con fare "minaccioso" e ringhiando un po'... Così, donne e uomini, temevano che lasciandoli tutti liberi nel parco si sarebbero azzuffati...
Bè la cosa non è successa! Una volta liberi, i cani hanno iniziato a correre a più non posso, a saltare, a giocare tra loro.. nessuno ha attaccato nessuno!
Un istante prima abbaiavano e tiravano quel guinzaglio con foga, ma non era voglia di azzannare un altro cane o una persona, era voglia di correre, di interagire... Se ti legassero a una corda senza poterti muovere liberamente, tu staresti immobile, sorridente e zitto? (la cosa grave è che forse stiamo facendo proprio così, noi, loro no..)


















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