Passa ai contenuti principali

Sveglia! Quel tramonto ti guarda!



Guarda nevica!... ma niente
Guarda che bel tramonto!... niente
Guarda che cielo che c'è sta sera! Guarda che onde che fa oggi il mare! Guarda il viale è tutto giallo coperto di foglie! NIENTE..

Vi è mai capitato? A me spesso..
Far notare una cosa bellissima e ricevere in risposta solo indifferenza, al massimo uno sguardo veloce verso l'oggetto della nostra meraviglia.
Non credo che sia solo questione di gusti, credo che sia un serio problema di mancanza della capacità di stupirsi, di meravigliarsi.. Non è che le persone si sono abituate alla bellezza, perchè è impossibile abituarsi alla bellezza, è che proprio non la vedono.

Credo che un campanello di allarme bisogna suonarlo! Com'è possibile che una persona davanti ad un tramonto che incendia il cielo non senta l'esigenza di fermarsi un attimo! Come può accadere che davanti ad una nevicata (da noi abbastanza rara) non venga spontaneo lo sbalordimento? Come può il mare in burrasca non destare meraviglia, non togliere l'attenzione dalle azioni quotidiane?
Come puoi, alzando la testa dal monitor del pc, non notare quelle foglie che si muovono al vento? E non provare sollievo nel vederle?

Ho visto tante volte persone alzare appena lo sguardo verso spettacoli della natura talmente belli da commuovere, alzare lo sguardo e dire velocemente "ah sì, ho visto" e basta. E basta!

Se la bellezza del cielo o del mare, o di un volo di uccelli, o di un panorama montuoso, o di ogni altra meraviglia della natura, non desta in noi nessun sussulto di stupore, nessuna esclamazione di sorpresa, allora significa che i nostri occhi non sono aperti. Perchè se la bellezza la vedi davvero non può rimanerti indifferente.

(altre foto sul mio profilo di FB http://www.facebook.com/photo.php?fbid=4184209600106&set=a.4184207480053.2171511.1130462521&type=1&theater ciao!!)
:-) 

Commenti

Post popolari in questo blog

Storia di una pecora bianca che voleva rimanere bianca

Questa è la storia di una pecora coraggiosa. Cosa ha fatto di così eroico questa pecora per essere definita coraggiosa? Ha per caso saltato un burrone a piedi pari? Ha combattuto contro un branco di lupi uscendone vincitrice? Ha salvato un intero gregge da terribili macellatori? No, niente di tutto questo, la pecora di cui vi parlo, ha semplicemente deciso di rimanere bianca, mentre tutto il mondo diventava nero. Insomma, c'era una volta una pecora bianca e, in quanto bianca, non aveva vita facile. Erano passati i tempi in cui si diceva “quello è la pecora nera della famiglia”, arrivato il XXI secolo la parola d'ordine era “Esci dal gregge, vai contro corrente, non fare quello che ti hanno sempre detto di fare!”. Ottimi consigli certo, un po' di sana trasgressione fa sempre bene, così come vanno sempre accettate di buon grado gli inviti a ragionar con la propria testa, ma in quel periodo tutto questo era stato preso alla lettera. Fino al punto che un giorno una...

Prendi in mano una foglia e vola su una stella

Ci sono foglie che diventano stelle. Le prendi in mano e possono essere tutto: una bacchetta magica o qualcosa che non appartiene al nostro mondo, oppure una presenza antica che abbiamo l'onore di riscoprire. Le magnifiche punte e il giallo acceso le fa sembrare alle stelle, e forse lo sono. Le foglie che raccogli a terra in questo periodo dell'anno sono fautrici di una strana dinamica: ti fanno piegare per essere raccolte, poi si fanno fissare con meraviglia e poi.. magicamente ti fanno alzare gli occhi al cielo come se in quel momento ci accorgessimo anche di lui, che sta sopra e dentro di noi sempre... a voi non viene spontaneo? La natura ha questo magnifico effetto: segue un ciclo che si ripete continuamente eppure ci lascia sempre stupefatti. Essa rispecchia quella parte di noi ancora bambina, quel filo sottile e lucente che ci collega alla meraviglia e quindi alla potenza della vita: sempre uguale e sempre diversa! E con questa foglia in mano io mi sento una regina, una m...

San Leo. La roccia che si staccò dalla sua rupe

Di fronte a un simile panorama, sono rimasta impressionata ma anche affascinata. Quel giorno di fine febbraio, un grosso masso roccioso ed il suo seguito si è staccato dalla rupe di San Leo e si è sdraiato sulla valle. Chissà quante cose sono successe dentro quella roccia prima di quel momento. Mi sono ricordata che tutto fa parte di un meraviglioso mistero vivente dove nulla è come sembra. Era passato qualche giorno dal "crollo", ed ero passata a prendere una mia amica per fare un giro. Era domenica: dove andiamo? Mi ha chiesto lei. A San Leo! Ho risposto, voglio vedere la roccia che si è staccata. Appena arrivate ci siamo resi conto che la nostra non era un'idea originale: una fila di macchine sfilava lentamente davanti alla rupe di San Leo, tanti scendevano per fare foto. Anche noi. All'inizio mi sono sentita un po' come quelli che andavano al Giglio a vedere la Concordia semi-affondata, ma poi mi sono ricreduta: nessuno si era fatto male con il ...