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I Tarocchi. Il Mondo: meta di tutte le strade.

Oggi ho tra le mani la carta de Il Mondo. Quando l'ho estratta dal mazzo, ho avuto un attimo di titubanza: e ora cosa scrivo? ho pensato... io la cambio! mi sono detta... ma no! Non si bara! Il gioco è questo: ne pesco una e scrivo quello che ci vedo dentro!
Bene, ho letto già la parte del libro di Jodorowsky (La via dei tarocchi) che tratta questo arcano ma non ricordo tutto... meglio così... niente, o quasi, condizionamenti!

Il Mondo è la carta numero XXI, l'ultima degli arcani maggiori, quella che completa il tutto, l'intera e complessa struttura del Tarocco. Le 22 carte (la prima è infatti Il Matto ed è senza numero) è come se componessero un unico essere vivente, sì, proprio così: un essere vivente. Lo vedo come una creatura multisfaccettata in cui ogni faccia è specchio, pozzo e fiume allo stesso tempo.
Specchio, perchè in ogni carta la persona vede se stessa; Pozzo, perchè è un pozzo di significati senza fondo e perchè chi la osserva cade nell'abisso delle proprie ombre; Fiume, perchè non è uno stagno separato dal resto, ogni carta è collegata alle altre, a quelle vicine e a quelle lontane e invita al movimento, a proseguire la strada.

Bene, la carta de Il Mondo è il coronamento di tutto questo, è la completezza, è il raggiungimento della pienezza. Al centro c'è una donna che, soprattutto nella capigliatura, ricorda le Venere di Botticelli... Sta in piedi su un piede solo ma non pare vacillare... la sua posizione non è fissa ma in movimento quasi come se stesse compiendo una danza..
Ai suoi piedi due animali terreni, sopra la sua testa ci sono invece figure che dimorano nei cieli, come l'aquila e l'angelo. Questa donna ha imparato a dominare la terra, anzi, la propria parte terrena ma è anche collegata al cielo, pienamente consapevole di questa sua seconda appartenenza. La natura divina dell'essere umano si palesa in questa carta, viene accettata e "utilizzata" per regnare sulla terra.

Come è ormai consuetudine, termino questo post con le parole di Jodorowsky quando immagina che la carta parli:

E SE IL MONDO PARLASSE
"Sono qui, davanti a voi, intorno a voi e dentro di voi, con immenso piacere. Sono un essere completo. In me non v'è nulla che mi opponga resistenza. Tutto è unità. Ogni cosa sta al suo posto, sono una coscienza invulnerabile, sono la danza perpetua della totalità. Chi non mi conosce dice 'no' quando l'universo dice 'sì', e questo rifiuto della mia immensa accettazione lo conduce all'impotenza. Ma chi diventa completamente puro e concavo, chi mi lascia entrare dentro di sè, comincia a danzare insieme a me, a dire quello che io dico. E costui conosce l'amore universale, il pensiero totale, il desiderio cosmico, la forza di vita impensabile. Costui conosce la quintessenza, l'unità di tutte le energie.
Se riesci ad arrivare fino a me, se mi sviluppi dentro di te, potrai assaporare la gioia suprema che è la gioia di vivere. Ma per farlo devi dissolverti nel gioiello ardente della mia presenza. Come quattro fiumi che ritornano all'unica sorgente, lascia che i tuoi concetti, sciame di api cieche, si fondano nella mia felicità. Lascia annegare il gregge dei tuoi desideri perchè possa arricchire, come un manicaretto prelibato, la mia costante creatività. E lascia che l'intera tua materia, con i suoi inevitabili bisogni, si abbandoni alla trasparenza che mi anima. Allora sarai padrone del tuo universo. Nel tuo intimo, la libido non si agiterà più, le tue passioni non potranno travolgerti, i tuoi pensieri non ti distruggeranno e il tuo corpo non ostacolerà la tua essenza. Sarai pieno, unito a me nella danza, nel godimento, nella festa incommensurabile.
Mediante l'obbedienza faccio sì che il tuo intelletto impari a essere; mediante la pace assoluta faccio sì che il tuo cuore impari ad amare; mediante l'apprendimento della ricezione faccio sì che il tuo sesso impari a creare; mediante l'accettazione della morte faccio sì che il tuo corpo impari a vivere. Se tu, come un leone affamato e assetato, abbandoni la preda per innalzarti verso l'anima, alla fine mi troverai. Sono il piacere di vivere e della realizzazione.
Sono il fiore effimero che nasce costantemente dall'abisso; rappresento la materializzazione di tutti i sogni, l'anima senza la quale il mondo non è mondo ma un deserto sterile, la fine della speranza. Sono la meta di tutte le strade.
Gioia ineffabile.
Come una vergine santa, porto nel mio grembo la divinità. Sono la concretizzazione qui e ora dell'energia sacra de Il Matto. Sono il mondo che Dio ha creato per essere amato da lui".

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