S'impara vivendo che il dolore insegna più della gioia.
Prima è un punto di domanda, un dubbio. Poi il pensiero diventa esperienza, le risposte s'incarnano negli accadimenti della vita.
Ed è così: la sofferenza insegna e ispira.
Perchè? E' forse la gioia meno importante?
Eppure la perseguiamo tutta la vita.
Mi sono fatta spesso queste domande, soprattutto in questi ultimi anni in cui la vita mi ha presentato prove costellate di emozioni non facili.
E la risposta che mi sono data, e che di certo muterà col tempo, è questa:
La gioia distrae, la gioia è una cosa che vivi mentre non te ne accorgi. Mentre lei c'è, noi, spesso, siamo altrove.
Il dolore ti costringe alla presenza, ti spinge a trovare soluzioni interiori. Ti porta a sperimentare risposte, adattamenti, che spesso hanno l'abito della poesia, sotto varie forme. La sofferenza ha la capacità di farti resistere nel momento presente e allo stesso tempo di mandare la tua coscienza in cerca di aiuto in un altrove che è serbatoio di vita.
Da quel luogo portiamo indietro risposte creative.
E' lo stesso posto in cui scompariamo quando siamo nella gioia, ma usato diversamente.
Ammettiamolo, quando siamo felici che senso ha cercare altro?
La ricerca scatta quando tutto si complica, quando le prime lettere dell'alfabeto non ci bastano più, quando la cassetta degli attrezzi risulta insufficiente.
Si dice che sia utile essere presenti nei momenti di gioia per essere più pronti nei momenti difficili. Credo sia vero, ma fino ad un certo punto, il punto in cui, per essere veramente lei, la gioia richiede uno slancio verso l'alto senza ormeggi. Credo che il nostro serbatoio interiore di forza e coraggio si arricchisca sia della nostra presenza sia della nostra assenza, perchè è in quel momento che lascia entrare l'infinito a cui apparteniamo. La riserva di vita più potente e segreta.
Gioia e dolore formano i nostri ricordi ma si nutrono anche di umano obblio.
A grande richiesta del mio gatto Pilù e dei suoi amici di quartiere (che in realtà sono a lui sottomessi in quanto li caccia dai loro giardini O__O) ecco il foglio di Natale 2! Altro mio semplice pensiero tirato a lucido in questa modalità praticamente illeggibile e assolutamente ignorata dall'algoritmo! E CI PIACE COSI'! Olè IL FOGLIO DI NATALE 2 LA BANALITA’ DELLA NEVE A NATALE, CHE TUTTI CE L’HANNO IN TESTA E INVECE NON C’E’ MAI. Colpa della tv, dei film che ho visto fin da bambina, che a Natale, in quelle storie ambientate a New York c’è sempre la neve. Colpa delle fiabe, dove a Natale nevica sempre, tristi o allegre storie che siano. Colpa della mia testa (ma dai!?) che ha sempre pensato al Natale con la neve e che ogni anno ci spera. Assomiglia un po’ alla storia del principe azzurro che prima o poi arriva e invece no, né principi né uomini azzurri, che poi sarebbero dei puffi inquietanti a ben pensarci (ma questa è un’altra storia). Ci sono anni in cui la neve la fa, co...

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