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Scuola. La bellezza di uscir dalle righe...

un pagina di un mio vecchio quaderno
Non ho mai fatto arrabbiare i miei insegnanti. La mia maestra delle elementari in 5 anni ha chiamato mia madre solo due volte: la prima volta perchè non credeva che il tema che le avevo consegnato lo avessi scritto io (era troppo bello e profondo, diceva); la seconda volta per dirle che avevo una brutta grafia (che ho ancora).

Mia mamma, a distanza di quasi trent'anni dai fatti, ancora me le racconta.. quelle uniche due volte in cui fu chiamata per fare chiarezza sul mio rendimento.. anche se di fatto non era di quello che si trattava.
Parla con orgoglio della prima volta, cioè di quando avevo scritto un tema talmente bello (a detta loro) da non essere credibile per una bambina di appena 9 anni... "Io spiegai alla maestra che non potevo averlo scritto io, nè tuo padre - mi ripete spesso mia mamma - perchè noi all'epoca facevamo tanti errori di scrittura"... ed è vero, i miei genitori hanno conquistato la licenza media frequentando le scuole serali, quando io ero già grandicella.. insomma, i miei parlavano (e ancora adesso) più che altro in dialetto romagnolo e quando scrivevano (raramente), si sarebbero sicuramente sentiti più a loro agio utilizzando il dialetto!!!

Poi, venne la seconda volta: "insomma, signora Maria, sua figlia Miriam è molto brava e attenta ma scrive malissimo... è veramente un peccato che abbia una grafia così sgangherata.." e, a sentir mia mamma, più di una volta sono tornata a casa piangendo perchè rimproverata per la mia scrittura. "cosa posso farci se scrivo così???" chiedevo a mia mamma (che poverella che mi sento a scrivere ste cose!! ma sì!!! ih ih ih)

Certo non sono traumi letali ma, ora, a volte questi racconti mi vengono in mente...
Ho molta stima verso la mia maestra delle elementari che ancora oggi, quando incontro, saluto con sincero affetto... ma quando penso a quelle "famose" due volte mi viene un pò di stupita e amara "nausea": Perchè non credere che l'avessi scritto io quel tema? Perchè non dirmi semplicemente che ero stata brava? Perchè non farmi un bel complimento?

E poi, perchè rimproverarmi quotidianamente per quella scrittura fuori dalle righe-caselle del quaderno? Non era cattiveria la sua, lo so... Talmente inconsapevolmente "cieca" da non poter minimamente vedere la creatività o la libertà dietro ad una grafia irregolare... Talmente imbottita di "dogmi" formali da non poter far altro che trasmetterli, anche con severità.

Insomma, se succede una cosa bella, per esempio una bambina che ama scrivere e lo fa bene, si pensa subito che l'abbia fatto qualcun'altro... Se una cosa viene ritenuta brutta, come una grafia irregolare, viene subito condannata e suonato l'allarme.
Non si crede mai alle cose belle! Non si crede che siano vere e non si vede l'ora di potere illuminare le brutte! O almeno ciò che è ritenuto tale, dopo un giudizio superficiale e condizionato...

Ho condiviso con voi questo pezzetto della mia storia scolastica perchè il tema di una scuola che vuole raddrizzare i bambini un po' come faceva mia nonno con le piante, cioè mettendo un bastone legato all'esile tronco giovane, mi pare venga sia ancora attuale... E' vero che le cose col tempo sono molto cambiate, che la creatività è entrata nelle scuole sotto forma di laboratori di ogni genere... ma a volte ho l'impressione che anche le nuove iniziative siano vissute con una rigidità, se non uguale, simile a quella del passato... Il tentativo è sempre quello di "normalizzare" il bambino, di soffocare, anche senza volerlo e in buona fede, il VERO SLANCIO LIBERO dell'infanzia...
Spererei almeno oggi che un bambino che scrive un buon tema, venga incentivato a continuare con passione.. sostenuto nel coltivare il suo talento (senza pressione però!)... al di là di quanto sia elegante la forma della sua "a" o di quanto sia perfettamente retta la sua "t"...
Che si dia una pacca sulla spalla al bambino che s'impegna, al di là dei risultati, senza sottoporre i genitori a interrogatorio se i risultati sono al di sopra delle aspettative!

E infine sarebbe bello tagliare la catena che lega queste giovani creature al banco! Basta con tutte quelle ore sui banchi! Basta dai! Sono troppe, troppi libri, troppe ore, troppi compiti... E' tutto troppo, e l'essenziale scivola.. via.

Vi consiglio un bel post del sito Libertaria http://scuolalibertaria.blogspot.com/2013/08/le-righe-del-quaderno-e-la.html

Ciao!!!
Miriam


Commenti

  1. Ciao, sei fantastica e scrivi benissimo, vorrei poter scrivere come te!
    Un abbraccio Michi

    RispondiElimina
  2. Bella esperienza, grazie! Anch'io ho vissuto cose simili alle tue. Ed è vero che a scuola non è cambianto tanto, ma i bambini che vengono giù adesso sono meno domabili e i genitori siamo noi: anche se nel "mondo" c'è ancora qualcosa che li può bloccare, sanno di essere liberi a casa loro e avranno noi a spiegare il tutto con la semplicità di chi ha già vissuto certe esperienze e si è reso conto che è diventato ciò che è proprio grazie a quelle. La prima volta che ho letto la proposta del pin, sono tornata indietro pensando a quanto sarebbe stato bello avere una scuola così. Ora posso fare in modo che l'abbia mia figlia :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. CIAO! Grazie a te... avevo già sbirciato il tuo sito tempo fa... domenica mi è piaciuto molto ascoltare la tua semplice e sentita presentazione di quello che stai facendo e vivendo.. ho deciso che dedicherò uno spazio al tuo sito e alle tue proposte qui sul mio blog.. Non ho figli, per ora, ma sento comunque l'"urgenza" di creare un'atmosfera (se così si può chiamare) in cui ognuno possa respirare meglio se stesso, se s'inizia da piccoli tanto meglio.. per tutti.. anche per i grandi!!! un abbraccio!!!

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