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Ascolta il tuo abisso di fuoco


Ho avuto questa nefasta idea: utilizzare la quarantena per fare un elenco di ciò che mi disturba interiormente.

Ogni volta che sento un conflitto dentro di me, prendo il quaderno e lo segno. Scrivo cosa mi ha dato fastidio e il perchè, anche quando non c'è.
Non mi risparmio nulla.

Confesso che non mi è facile scrivere tutto, è come se scattasse una censura automatica interiore che sogghigna mentre vuole bloccarmi.

Sgomento: il risultato è una lista molto più lunga di quanto credessi: le cose che mi disturbano sono davvero tante! Penso che sono ben lungi dalla pace interiore ma me ne frego. I miei pensieri questa volta non mi fermano.

Voglio andare fino infondo: leggo bene quello che ho scritto, lo leggo e lo rileggo anche mentre scrivo.
Pian piano noto che molti punti dell'elenco possono essere uniti in "sottogruppi" in quanto mi accorgo che provocano lo stesso tipo di reazione.

Scorro la lista sotto gli occhi con il cuore che sobbalza: le paure si ripetono, sono sempre le stesse, così come le insicurezze e scopro che tutto ruota attorno ad un nucleo che pulsa freneticamente.

Si svela a me da dentro di me: una palla di fuoco che brucia tutti i gas dell'universo chissà da quanto tempo. E' come se ogni volta avesse trovato il modo di manifestarsi con nuove scintille che irrompevano nella mia vita e poi si disperdevano ma senza consumare il nucleo da cui nascevano.

Lo sento qui dentro la pancia mentre scrivo. E' qualcosa di raggrumato e incandescente che non vede l'ora di sciogliersi, di distendersi al sole, come milioni di sospiri trattenuti per ere cosmiche.

Vedo tutti questi punti della lista avere i piedi piantati in questo fuoco primordiale che, forse, mi riporta all'origine di me, e di tutto ciò che esiste. Ed è come se avesse una voce che diventa sempre più chiara man mano che imparo a temerlo sempre meno.
Strano, questa voce assomiglia vento.

Cosa mi dice? Ancora non ho capito, ma continuo la mia lista, mentre alcuni punti li cancello perchè smettono di avere motivo di esistere e ne nascono altri.
Perchè questo fuoco è nato per bruciare e non si fermerà finchè non avrà incendiato tutto.

E io continuo a portargli combustibile, finchè saremo stanchi entrambi e ci riposeremo. Fino ad allora io appenderò alla luce di questo fuoco ogni parola sporca e strascicata, ogni azione negata, ogni pensiero mutilato e inconfessabile.
Sono pronta, ho tempo.
(E tu? Ascolti mai il tuo abisso di fuoco?)

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