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Il nostro invisibile prolungamento

Dove va tutto la gioia, dove va tutto il dolore che viviamo negli anni della nostra vita? Dove va la speranza, la disillusione? Dove va la tristezza, la preghiera. Dove va questo corpo immenso di emozioni che nutriamo per tutta la vita? Viene semplicemente emanato da noi e poi si disperde? Cade a terra come l'acqua o come briciole di pane, che poi si leccano i cani nelle pozzanghere, o si mangiano i passerotti infreddoliti? Dove va l'amore che buttiamo fuori, quello che rimane inutilizzato? quello che muore dentro di noi? Bhe, quello forse marcisce e diventa rancore e insoddisfazione. Ma allora mi chiedo dove vanno il rancore e l'insoddisfazione? Domande assurde forse, domande inutili, rompi-capo senza meta. Eppure mi sorgono spontanee. Perchè? Forse perchè sento che nulla dev'essere sprecato, che ci dev'essere qualcosa che raccoglie tutto quello che straborda distratto da noi. Una forza che con il suo grosso braccio raccoglie tutto e lo distribuisce nel mondo, anzi...

Nella moltitudine dell'avversità racconta la tua verità

Quando sei pronta a parlare, parla. Fallo in ogni modo: scrivilo, disegnalo, raccontalo. Non importa se ancora non sai chi sei. Se ancora non sai cosa farai. E non importa se non sai queste cose e hai superato i 40 (come me). Non importa se hai superato i sessanta o i settanta. Non importa il tempo quando hai qualcosa da dire. E se solo ora, dopo decenni, questa cosa da dire ce l'hai sulle labbra, significa che ora, e non prima , e non dopo, deve uscire. Esprimi quello che vuoi esprimere, tira fuori quello che vedi e che altri non vedono. Libertà d'espressione, libertà di parola, libertà. Vita. Non ti trattenere, non chiederti se è politicamente corretto quello che vuoi dire. Non aspettare di verificare se è vero. La verità, singola non esiste. Se troverai un'altra verità sarà sempre al plurale. Saranno verità di altri. La tua verità non è alternativa alle loro, è semplicemente, e potentemente la tua. E in qualche luogo c'è qualcuno che la pensa come te e che pensa di e...

Sul Natale personalmente mi faccio delle domande pazzesche, e voi?

Chissà come sarà il Natale di chi non è più con noi su questa Terra? Ogni tanto in questi giorni me lo chiedo. E' il secondo anno senza mio padre, il secondo albero che non addobba, il secondo presepe che non allestisce (lui che era maestro di entrambi!), e una quantità imprecisata di torrone, panettone e cioccolato che non condivide con noi. E tutto il resto. Oggi più dell'anno scorso mi chiedo questa cosa: com'è il suo Natale ora? Esiste un Natale? Esiste lui così come lo conoscevo? Che cosa pensa vedendoci tra acquisti e mascherine? Ci vede? Sappiamo che è impossibile indagare il mistero dell'Aldilà con un post di un blog, ma se nemmeno tentassimo di dare forma agli enigmi interiori, allora credo che ci atrofizzeremmo, forse diventeremmo dei cactus, pieni di spine... ma senza fiori così belli, come solo il cactus vero sa fare! Dunque, di ritorno da questa mia divagazione, mi chiedo: com'è il Natale di chi ci guarda da lassù? E poi subito dopo mi chiedo: coloro ch...

Storia dignitosa di piccole goccioline di pensiero

Nell'eco di qualcosa che hai perso. Nel vuoto che non si riempie, in cui tutto continua a scorrere senza che nulla rimanga. Nella cosa rotta che non si ripara, che non si butta via ma che non serve più a nulla. Nel persistere di ciò che non chiediamo e nella mancanza arrogante di ciò che desideriamo. Nell'immobilità di un grigiore muto, inamovibile e ostinato, senza l'eleganza e la consolazione del silenzio. In tutto ciò, mi chiedo cos'è la vita, che forma assume nel suo essere sempre presente? Me la immagino così: come goccioline di vapore che rimangono sospese nell'aria o appoggiate ad ogni millimetro di cose, di fatti, di luoghi. Sono ovunque, in mezzo a rovine insignificanti e senza dignità, nei freni a mano dei sogni, nelle grinze di sentimenti antichi, nelle code dei ricordi, negli abissi della paura, nelle mappe sbiadite in cui ci perdiamo. Queste goccioline sono la nostra mente: è il pensiero presente in ogni tempo. Senza sosta insiste su tutto. La vita è qu...

Quel magnifico giorno in cui tutto è marcio e non ti trovi più

I giorni cadono come foglie morte, le cose cambiano come sotto ad un fiume in piena senza interpellarti, oppure piano, quasi marciscono, come sotto l'azione di qualcosa di lento e malefico. Qualcosa che ti fa sembrare tutto uguale, e invece no, tutto peggiora, nel senso che si spegne, sfiorisce. Ci sono attimi che apri gli occhi e capisci che razza di brutta cosa sei diventata, anzi non capisci proprio, nel senso che non riesci a definirti. Ti cerchi, allo specchio o nel suono della tua stessa voce, ma non ti trovi. Poi, sgomento, ti rendi conto che non sai neanche come cercarti, perchè non sai cosa cercare, non sai chi sei. Cosa sei. Ecco perchè tutto è marcito. Ecco perchè i giorni si sono putrefatti sotto ai tuoi occhi, il tempo è un mattone che ti schiaccia giorno dopo giorno, li hai tutti in testa quei mattoni. Cavolo, sei bravo, almeno li tieni in equilibrio, sono così tanti! Eh no, sono tutti dritti in colonna quei mattoni perchè qualcuno (o qualcosa) li ha cementati e perch...

Se non sai chi sei e sei insoddisfatta, va benissimo.

Seria o comica? Poetessa o buffona di corte? Timida o determinata? Insomma, chi sei, cosa vuoi nella vita? Essere felice, va bene come risposta? Non è sufficiente, pare. Cosa voglio nella vita? Nel senso che dite voi, non lo so. So che amo quello che faccio e voglio farlo sempre meglio, so che amo anche altro e sicuramente, per tutta la vita, farò anche altro, sempre. O forse no. Non lo so, non so se sono più seria e più comica. E poi cosa vuol dire seria? Cosa vuol dire comica? “Miriam dovresti fare zelig” ogni tanto mi viene detto, di fronte alle mie gag, che giuro, mi escono dal cuore. “Miriam dovresti scrivere un libro” di fronte ad alcuni post particolarmente impegnati, che giuro, mi escono dal cuore. E ci ho provato a scrivere un libro, ci provo, sempre. Inizio a scrivere qualcosa di appassionato e drammatico, vado avanti per un po' di pagine, poi ad un certo punto viro verso l'ironico, addirittura verso il comico. Allora cambio registro, “scriverò qualcosa che...

Fai con le persone come fai col mare

  In questa estate ho ascoltato il mare in tutte le sue forme: sereno, arrabbiato, imbronciato, annoiato, allegro. L'ho amato sempre, e sempre ho sentito il desiderio e il bisogno di immergermi nelle sue acque. Ho abbracciato con gli occhi il suo orizzonte, accarezzato le sue onde, scrutato i suoi fondali in condizioni non sempre limpide. Ci sono stata sempre, in quel mare. Allora oggi mi chiedo: forse è così anche con le persone? Forse è la stessa cosa che facciamo con le persone che amiamo o che, probabilmente, facevamo e che ad un certo punto (a volte) abbiamo smesso di fare. Oppure qualcuno ha smesso di farlo con noi. Cosa? esserci, sempre, ascoltare, sempre, amare, in ogni condizione. A tutti i costi, immergersi nell'altro, scrutarlo in profondità, anche con il cuore mosso, l'animo in fiamme, o, peggio, spento. Sì, questo è il comando che mi do, oggi, alla vigilia dell'autunno: fare con le persone come si fa con il mare. Farlo anche con i sogni, i progetti, le stra...