Passa ai contenuti principali

Il tempo e il fiume

Il fiume Douro a Porto, in Portogallo
Il tempo non serve a nulla. Non è vero che il tempo cancella i momenti brutti e risana le ferite. Il tempo non fa nulla, è quello che ci mettiamo dentro che fa la differenza. Ho imparato che se non ti ascolti per davvero e non ti squarci da sola per vedere cos'hai dentro, possono passare anche mille anni e nessuno avrà fatto un passo avanti, oltre il fosso.
Il tempo non serve perchè non esiste, è un'illusione, una giustificazione al non far nulla per cambiare le cose.. è una scusa per rimanere a sedere aspettando che qualcosa di bello accada.
Non è vero che se ti siedi sulla riva del fiume, prima o poi vedi passare il cadavere del tuo nemico.. secondo me, se ti siedi in riva al fiume vedi passare la vita senza farne parte.
Stare seduta in riva al fiume è bellissimo, è una cosa che amo - quando trovo un fiume - ma solo se hai il sole dentro, solo se quel fiume lo ami, e se ami la terra su cui sei seduto puoi godere di quel luogo, di quella vista. Se guardi quel fiume come la possibile culla di chi ti ha ferito, non credo che ne trarrai giovamento... E d'altra parte, come può un fiume trasportare cadaveri e cose belle allo stesso tempo?
Davvero tu credi che un giorno ti porterà vendetta e un altro giorno amore?
Diciamoci la verità, anche se quel fiume un giorno ti farà vedere galleggiare il tuo nemico, non ti sentirai meglio... Cosa rimarrebbe da fare?

Commenti

Post popolari in questo blog

Storia di una pecora bianca che voleva rimanere bianca

Questa è la storia di una pecora coraggiosa. Cosa ha fatto di così eroico questa pecora per essere definita coraggiosa? Ha per caso saltato un burrone a piedi pari? Ha combattuto contro un branco di lupi uscendone vincitrice? Ha salvato un intero gregge da terribili macellatori? No, niente di tutto questo, la pecora di cui vi parlo, ha semplicemente deciso di rimanere bianca, mentre tutto il mondo diventava nero. Insomma, c'era una volta una pecora bianca e, in quanto bianca, non aveva vita facile. Erano passati i tempi in cui si diceva “quello è la pecora nera della famiglia”, arrivato il XXI secolo la parola d'ordine era “Esci dal gregge, vai contro corrente, non fare quello che ti hanno sempre detto di fare!”. Ottimi consigli certo, un po' di sana trasgressione fa sempre bene, così come vanno sempre accettate di buon grado gli inviti a ragionar con la propria testa, ma in quel periodo tutto questo era stato preso alla lettera. Fino al punto che un giorno una...

Che posto abbiamo noi?

“Che posto abbiamo noi, esseri umani che percepiscono, decidono, ridono e piangono, in questo grande affresco del mondo che offre la fisica contemporanea? Se il mondo è un pullulare di effimeri quanti di spazio e di materia, un immenso gioco a incastri di spazio e particelle elementari, noi cosa siamo? Siamo fatti anche noi solo di quanti e particelle? Ma allora da dove viene quella sensazione di esistere singolarmente e in prima persona che prova ciascuno di noi? Allora cosa sono i nostri valori, i nostri sogni, le nostre emozioni, il nostro stesso sapere? Cosa siamo noi, in questo mondo sterminato e rutilante?” (Carlo Rovelli, "Sette brevi lezioni di fisica"). Non importa con quali parole t'interroghi, come tenti di costruire il racconto di ciò che non si può vedere, che si muove e si trasforma di continuo, che ci ingloba e ci supera. E' tutto un grande mistero in cui, più scopri qualcosa, più ti rendi conto che non sarà mai abbastanza nell'infinito in cui  siam...

La neve a Natale, storia di un desiderio

A grande richiesta del mio gatto Pilù e dei suoi amici di quartiere (che in realtà sono a lui sottomessi in quanto li caccia dai loro giardini O__O) ecco il foglio di Natale 2! Altro mio semplice pensiero tirato a lucido in questa modalità praticamente illeggibile e assolutamente ignorata dall'algoritmo! E CI PIACE COSI'! Olè IL FOGLIO DI NATALE 2  LA BANALITA’ DELLA NEVE A NATALE, CHE TUTTI CE L’HANNO IN TESTA E INVECE NON C’E’ MAI. Colpa della tv, dei film che ho visto fin da bambina, che a Natale, in quelle storie ambientate a New York c’è sempre la neve. Colpa delle fiabe, dove a Natale nevica sempre, tristi o allegre storie che siano. Colpa della mia testa (ma dai!?) che ha sempre pensato al Natale con la neve e che ogni anno ci spera. Assomiglia un po’ alla storia del principe azzurro che prima o poi arriva e invece no, né principi né uomini azzurri, che poi sarebbero dei puffi inquietanti a ben pensarci (ma questa è un’altra storia). Ci sono anni in cui la neve la fa, co...