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Gli uomini-base. I piedi sulla moto, il cervello nel cassetto.

Oggi voglio parlare di un argomento nuovo, cioè vecchio... voglio parlare di una cosa che forse non è nemmeno un argomento... anzi non è nemmeno una cosa. Insomma, oggi voglio parlare di uomini. Lo farò con piglio ironico e una voluta vena polemica. Perchè? perchè oggi mi va così, un pò di chiacchiere  in rosa, perchè no!

Di recente ho conosciuto alcuni uomini appartenenti a quella "categoria" di cui sospettavo l'esistenza ma di cui non avevo ancora fatto diretta esperienza.
Mi riferisco agli uomini-base, come li chiamo io, cioè quelli che - secondo loro - hanno tutto ciò che serve per essere un uomo: fascino, un buon lavoro, una moto.

Hanno quasi sempre un bel sorriso, molto spesso accompagnato dal capello brizzolato. Devo dire che questa credo sia stata una recente conquista: cioè dopo aver sentito per anni tante donnine dire che Richard Gere è bello brizzolato, hanno capito che la tinta non era poi necessaria.
Questi uomini giocano quasi subito la carta della sensibilità più spicciola, di solito dopo i primi minuti si dichiarano già uomini geneticamente fedeli. Poi, sono gli stessi, che quando tiri fuori la macchina fotografica per immortalare un momento divertente, ti dicono: no per carità sono in incognito.

Quindi scatta il momento delle rivelazioni, che di solito sono sul genere: "si, lei è presa ma io no, sto cercando di farglielo capire con garbo". Quasi sempre hanno un grosso trauma precedente, cioè, mi correggo: tutti abbiamo dei traumi amorosi (soprattutto quando si superano i 30) ma loro sono convinti di averlo avuto più grosso di tutti. A volte, ascoltando quello che dicono, penso che sia vero.

I più veri, sempre di questa categoria base, sono quelli con la moto. Quelli che alla sera ti devono assolutamente raccontare il loro giro in moto e che poi si addormentano sul tavolo.
Tutto questo sarebbe sopportabile se fosse accompagnato da un umorismo-base, ma non è quasi mai così. Gli uomini-base non hanno umorismo, al massimo hanno la battuta da bar, che di solito è la stessa da quando al bar ci andavano con la bici.

Poi, al posto della bici hanno preso la moto e hanno messo il cervello in un cassetto. Ecco, noi ci abbiamo i sogni, nel cassetto, loro no.

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