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Noi siamo l'universo: discorso allo specchio

Prima di andare via dalla spiaggia mi guardo allo specchio.

Una piccola spaccatura avanza nel mezzo del labbro superiore, le zampe di gallina sono sempre più allegre dentro il recinto della mia faccia, i solchetti della fronte iniziano ad essere qualcosa che definirli "rughe d'espressione" non é più credibile.

I pestoni persistono, ma quelli giuro che li avevo anche da bambina; l'orticaria, oggi accesa più che mai, insiste. Ci sono signore al mare che mi guardano indispettite come a pensare: "ma vé questa, si è tutta ustionata e si ostina a stare al sole". Vallo a spiegare che sto all'ombra e che è una cosa che ho da quasi  20 anni.

Vallo a spiegare che i primi anni per la vergogna portavo la maglia a lupetto (senza maniche, sai che figa) pure d'estate, per non farla vedere. No, non lo spiego più. Questa è di certo una cosa bella, dopo i 40 tante cose ci concediamo di non doverle più spiegare (come ad esempio la sensata ragione di queste righe??).

Mi direte che voi avete venti o trent'anni e che non spiegate nulla a nessuno; ah dì, allora sto indietro! Tante cose facili per voi per me sono state una conquista a suon di traumi psico-relazionali.

Che vi devo dire, nulla, non devo nulla... ma ve lo dico, essere single a 40 anni (per scelta, fortuna e sfortuna, non si sa!) fornisce così tanto materiale, che ognuna di noi, potrebbe scrivere un libro, e invece no. Non ci interessa, ma forse sarebbe una figata.

Perché sbatti come un flipper tra momenti di estrema libertà (che a 20 anni te la sognavi) e momenti in cui i ventenni di oggi sembrano i tuoi genitori, tanto sono sicuri e spigliati rispetto a te! 

Ti sembra che tutte le esperienze che ti hanno plasmato, per quanto varie e profonde, non siano comunque sufficienti per stare al passo con una società che sembra avanzare ad un ritmo che non sarà mai il tuo.

Eppure sei lì, come a testimoniare che il tempo non è una linea retta, ma una cosa densa di cui siamo plasmati, non come blob (il fluido che uccide, cosa che possono capire solo le mie generazioni ahaha) ma come una sostanza che prende la forma di ognuno di noi. Così ogni persona è un mondo che interagisce con altri mondi, oppure no, e ci sono galassie composte da noi, che a volte ci crediamo niente.

E INVECE SIAMO L'UNIVERSO

P.s. insomma tutto sto pippone mentale solo perché il bagnino mi mette lo specchio vicino al cesso, ad un metro dall'uscita della spiaggia... e non pensate che sta foto non mi fa onore perché sono venuta male, no, sono proprio così e basta! 



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