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Sull'istinto e gli abbagli che si porta dietro

A volte si spiegano le proprie azioni con la frase "seguo il mio istinto".
Ho il sospetto che non sappiamo più dove sia finito realmente il nostro istinto umano... la maggior-parte delle volte non è il nostro sacrosanto istinto che ci guida, ma il grumo di paure, insicurezze e condizionamenti che ci si sono attaccate addosso sul nostro cammino.

Reagiamo d'istinto nel senso che siamo automatici: azione-reazione... e più c'è rumore, strappo, allontanamento... più ci sembra di autoinfliggerci, o di infliggere ad altri, una nobile lezione di vita.

Che buffi che siamo, passatemi il termine, mi ci metto dentro anche io... in questo pentolone di uomini e donne d'istinto che si raccontano la storia del "faccio quel che voglio..." 

Alla mia veneranda età, a cui purtroppo non corrisponde altrettanta saggezza... posso dire che l'istinto non è ciò che genera una reazione fulminea ai fatti che che viviamo, ma una voce profonda che ci può dire anche così: aspetta, ascolta, osserva, respira.

Il nostro vero istinto è la connessione col cuore, che segue tempi e spazi che i nostri occhi non vedono e le nostre scarpe impazienti non calpestano.

Ma il ritmo del nostro animo sì.

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