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I Tarocchi. L'imperatore con la barba blu

Mi piace l'Imperatore con la barba blu che mi sono messa in tasca questa mattina. E' l'arcano numero IIII. Ha un volto triste ma impugna lo scettro con fermezza, siede sul trono ma non in modo comodo. Più che altro sembra appoggiato, come se stesse per alzarsi da un momento all'altro, come se desiderasse rimettersi in cammino ma fosse "obbligato" a stare lì, come vogliono il suo ruolo e le sue responsabilità. Guarda al passato, cioè verso sinistra, verso l'arcano numero III, poggia i piedi su un terreno azzurro, simbolo di spiritualità. Dunque le sue "radici" affondano nello spirito, e forse di spirito è il cammino fatto fino ad ora, visto che azzurri sono anche la sua barba e i suoi capelli lunghi, frutto dell'esperienza, della vita vissuta... ma l'Imperatore sembra ancora in forze, ha riposto lo scudo a terra, azzurro con al centro un'aquila, animale forte e libero... Non ha più bisogno di difendersi o si è arreso e non vuole più combattere? Quello scudo è ai piedi del trono, come abbandonato, dimenticato...

Questo è ciò che l'Imperatore mi ha comunicato nel corso della giornata: l'ho osservato diverse volte, trovandolo anche molto affascinante, forse proprio per quell'espressione dolce e malinconica allo stesso tempo.

Sono molto curiosa di sapere cosa dice "La via dei Tarocchi" a proposito di questa carta. Cosa avrà scritto Alejandro Jodorowsky? Lo scoprirò questa sera... Ogni giorno infatti mi metto una carta in tasca e solo alla sera leggo l'interpretazione che propone l'autore. Appena riesco aggiorno questo post con ciò che ho letto... nel frattempo sarei anche curiosa di sapere cosa ne pensate
Osserva bene la carta.. Cosa ti comunica? Quali sensazioni risveglia in te? C'è qualcosa che ti attrae?
Il tarocco è magico, è vivo, ha sempre qualcosa da dire e proviene da dentro di te...
Kiss a tutti voi :)

Giovedì 13 dicembre 2012.
Eccomi qua, è passato un giorno e finalmente trovo qualche minuto di tempo per aggiornare questo post e condividere con voi cosa ci dice Jodorowsky a proposito della carta dell'Imperatore. Non vi riporto interamente le pagine dell'autore, ma solamente l'ultima parte, quella in cui lui immagina di essere il personaggio della carta e ci parla.. cosa ci direbbe? Dopo una prima lettura mi sono detta: "non avevo capito proprio niente.. o quasi, è tutto il contrario di quello che avevo pensato io"... sì perchè L'imperatore che ho trovato nelle pagine del libro è una persona decisa, sicura, che domina senza problemi il presente... Poi, mentre rileggevo tutto, ecco che mi si è accesa come una luce, una luce calda.. e tutto ciò che i miei occhi vedevano erano una risposta alle mie sensazioni...
Infondo l'ho scritto io stessa che la carta ci dice quello che abbiamo già dentro.. dunque, la sensazione di malinconia, di indecisione e fragilità è dentro di me, e la vedevo riflessa nel personaggio del tarocco. Ecco, ciò che l'Imperatore ci dice (attraverso la mente e il cuore di Alejandro Jodorowsky) è la risposta a quello che avevo sentito, alla mia insicurezza, indecisione, fragilità... L'imperatore è un passo avanti.
E' come se l'Imperatore mi dicesse: sò che ti senti così ma non temere!

Ecco, ascoltiamolo:
E SE L'IMPERATORE PARLASSE
"Sono la sicurezza. Sono la forza in persona. Quando parlo in voi, vi faccio capire che non esiste alcuna debolezza. Finché non mi avete visto, conoscete soltanto l'insicurezza. Non avete il potere di fare, di esprimervi, di opporvi: siete soltanto vittime. Ma con me ogni vostro timore svanisce. Smettetela di esitare e sminuirvi. Nessuno può costringervi a fare quello che non volete fare. Le mie leggi sono le leggi dell'universo in azione. Quando non ci si oppone ad esse, sono infinitamente pacifiche. Ma quando si disobbedisce, sono terribili. Sono capace di scatenare la malattia, l'infarto, i tumori, la cirrosi. Se non obbedite alle mie leggi posso distruggere. Ho il diritto di uccidere. Ma se siete malati e io abito in voi, vi farò superare il dolore e le difficoltà, vi farò annientare gli ostacoli. Sono la salute occulta in un corpo dolente.
Sono invincibile. Non temporeggio durante i conflitti: combatto. Non mi arrendo mai. Sono la certezza. Nessuno può rovesciarmi dal trono. Sono un fulcro, riordino tutto intorno alle mie leggi. Faccio regnare l'ordine con tutti i metodi, dal più morbido al più feroce. Quando abito in voi e incontrate un altro Imperatore, uniamo le nostre forze. Nessuna concorrenza è possibile, non esiste lotta tra re. Sono un archetipo unico che risiede in ciascuno di voi.
Quando mi manifesto nel vostro corpo, siete in pieno equilibrio, non potete inciampare. Con me, il corpo è il centro dell'universo, viene sostenuto da una forza immensa e può far fronte a qualunque evenienza. Sono terribilmente tranquillo. Quando mi installo nella vostra bocca, nella vostra muscolatura, le vostre parole sono esatte e non tremate. Tutto in voi si acquieta: la vita organica, i pensieri, i desideri, il cuore, la memoria, il tempo e lo spazio.
Collocatemi nel vostro centro come una fonte inesauribile, come la radice dei vostri futuri voli. Allora l'angoscia non vi impedirà di vivere o di realizzarvi, l'impotenza e la pigrizia non domineranno le vostre azioni. Il timore della miseria non si opporrà al vostro lavoro, sarete capaci di costruire la vostra prosperità. Le tempeste emozionali non vi distrarranno nella vostra opera, il dolore e la malattia non vi impediranno di sentire la vostra forza, nulla potrà spezzare la vostra concentrazione.
Le reticenze intellettuali, la timidezza, l'identificazione nel ruolo di vittima, le sofferenze del passato, la cattiva immagine che avete di voi, nulla di tutto questo vi impedirà di incontrare me, il vostro imperatore. Se un'educazione venefica o un sistema di valori nefasto hanno impresso in voi false leggi, regole inutili, rimuovetele! Stabilite le vostre regole, il vostro sistema di lavoro, le vostre azioni basandovi sulle leggi che vi rivelo. Sono qui, appaio, e dietro di me viene tutto un esercito, il sole, le stelle, le galassie. Vi proteggo e vi esorto a essere forti. Sono il vostro guerriero interiore, colui che vede le vostre debolezze e non si lascia indebolire".


Commenti

  1. Non so spiegarti, mi porta a pensare alla "comprensione"... il suo sguardo lo trovo sì malinconico, ma rivolto a quello che lui osserva. La "fede" impugnata con forza (la mano destra) davanti a tutto, seppur continui nel suo atteggiamento ritroso (le gambe piegate e la mano in vita). Rimane sulla difensiva, difatti lo scudo non è del tutto abbandonato ma disponibile ai suoi piedi. L'uomo sovrano eppure fragile.

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    Risposte
    1. Grazie! Direi che dopo il tuo commento, mi viene in mente un altro aggettivo: VIGILE..
      Sta sera integro il post con ciò che ho letto nel libro ieri sera...

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