Passa ai contenuti principali

Paesi Baschi.. quel fascino che non t'aspetti

Difficile descrivere i Paesi Baschi, o almeno quella parte che ho visto.. mi limiterò a San Sebastian e dintorni: potrebbe essere l'Irlanda per le sue coste e il suo tempo pioggerello.. potrebbe essere la Scozia nei suoi morbidi pascoli.. oppure la Svezia per l'aspetto nordico delle sue spiagge.. senza dimenticare l'Austria e la sua magica Vienna che si specchia nei palazzi signorili e nei ponti sul lungo fiume.. eppure si parla di Spagna, o meglio, e la differenza non è poca, di Euskadi.. Paesi Baschi.. il fascino suggestivo del nord immerso nella vita serena di un paese del sud Europa.. non è Spagna, nè per clima nè per abitudini.. è un mondo a parte e soprattutto è fiero di esserlo.. arrivare a San Sebastian dapprima disorienta perchè bisogna azzerare ogni apsettativa spagnoleggiante.. poi conquista, centimetro dopo centimetro.. credo che non mi stancherei mai di percorrere la lunga passeggiata che unisce le tre splendide baie dove le maree scandiscono la vita dei bagnanti e dei serfisti.. ammirare la luce che anima le facciate dei bei palazzi signorili sul lungo mare.. le vie accoglienti e alberate, ricche di negozi e di locali.. sui banchi dei bar dominano i mille colori - e sapori - dei pintxos.. ma questa è un'altra storia.. a domani..

Commenti

Post popolari in questo blog

Storia di una pecora bianca che voleva rimanere bianca

Questa è la storia di una pecora coraggiosa. Cosa ha fatto di così eroico questa pecora per essere definita coraggiosa? Ha per caso saltato un burrone a piedi pari? Ha combattuto contro un branco di lupi uscendone vincitrice? Ha salvato un intero gregge da terribili macellatori? No, niente di tutto questo, la pecora di cui vi parlo, ha semplicemente deciso di rimanere bianca, mentre tutto il mondo diventava nero. Insomma, c'era una volta una pecora bianca e, in quanto bianca, non aveva vita facile. Erano passati i tempi in cui si diceva “quello è la pecora nera della famiglia”, arrivato il XXI secolo la parola d'ordine era “Esci dal gregge, vai contro corrente, non fare quello che ti hanno sempre detto di fare!”. Ottimi consigli certo, un po' di sana trasgressione fa sempre bene, così come vanno sempre accettate di buon grado gli inviti a ragionar con la propria testa, ma in quel periodo tutto questo era stato preso alla lettera. Fino al punto che un giorno una...

Prendi in mano una foglia e vola su una stella

Ci sono foglie che diventano stelle. Le prendi in mano e possono essere tutto: una bacchetta magica o qualcosa che non appartiene al nostro mondo, oppure una presenza antica che abbiamo l'onore di riscoprire. Le magnifiche punte e il giallo acceso le fa sembrare alle stelle, e forse lo sono. Le foglie che raccogli a terra in questo periodo dell'anno sono fautrici di una strana dinamica: ti fanno piegare per essere raccolte, poi si fanno fissare con meraviglia e poi.. magicamente ti fanno alzare gli occhi al cielo come se in quel momento ci accorgessimo anche di lui, che sta sopra e dentro di noi sempre... a voi non viene spontaneo? La natura ha questo magnifico effetto: segue un ciclo che si ripete continuamente eppure ci lascia sempre stupefatti. Essa rispecchia quella parte di noi ancora bambina, quel filo sottile e lucente che ci collega alla meraviglia e quindi alla potenza della vita: sempre uguale e sempre diversa! E con questa foglia in mano io mi sento una regina, una m...

San Leo. La roccia che si staccò dalla sua rupe

Di fronte a un simile panorama, sono rimasta impressionata ma anche affascinata. Quel giorno di fine febbraio, un grosso masso roccioso ed il suo seguito si è staccato dalla rupe di San Leo e si è sdraiato sulla valle. Chissà quante cose sono successe dentro quella roccia prima di quel momento. Mi sono ricordata che tutto fa parte di un meraviglioso mistero vivente dove nulla è come sembra. Era passato qualche giorno dal "crollo", ed ero passata a prendere una mia amica per fare un giro. Era domenica: dove andiamo? Mi ha chiesto lei. A San Leo! Ho risposto, voglio vedere la roccia che si è staccata. Appena arrivate ci siamo resi conto che la nostra non era un'idea originale: una fila di macchine sfilava lentamente davanti alla rupe di San Leo, tanti scendevano per fare foto. Anche noi. All'inizio mi sono sentita un po' come quelli che andavano al Giglio a vedere la Concordia semi-affondata, ma poi mi sono ricreduta: nessuno si era fatto male con il ...